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CTF 2026. Musica, sceneggiata e ramanzine

Redazione

Musica, sceneggiata e ramanzine: sei appuntamenti per cinque diverse sezioni nell’ultima giornata del Campania Teatro Festival 2026, la venticinquesima. A contraddistinguerla è la multidisciplinarietà secondo la linea artistica. Alle tre mostre fotografiche allestite a Palazzo Reale, si affiancano:

“CARMINA DESIMONIANA”

Per la sezione Musica, al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale è in programma, alle ore 21  “Carmina Desimoniana”, un viaggio nell’immaginario sonoro e linguistico di Roberto De Simone, scomparso un anno fa. Un percorso che, per la prima volta, offre all’ascoltatore una visione d’insieme di oltre settant’anni di attività artistica di uno dei più grandi protagonisti della cultura musicale e teatrale italiana attraverso i suoi testi e le sue musiche.

Il concerto per voci e strumenti vedrà Alessandro De Simone in qualità di direttore e concertatore alla guida di un ampio ensemble di musicisti. Verranno attraversate le molteplici forme della variegata produzione di De Simone: dai canti nati con La Nuova Compagnia di Canto Popolare ai capolavori del teatro musicale come “La Cantata dei Pastori, “Gatta Cenerentola”, di cui ricorrono nel 2026 i cinquant’anni dalla prima assoluta, “Mistero Napolitano”, “Le 99 disgrazie di Pulcinella”, fino alle musiche per film e per sceneggiati televisivi. A completare il programma musicale sono le rielaborazioni di arie del melodramma comico napoletano del Settecento, da lui riscoperto e al quale ha restituito giusto valore culturale nella sua vocazione internazionale. Si affianca un percorso narrativo attraverso scritti dello stesso De Simone sulla musica, sul teatro e sulla vita contemporanea.

“ZAPPATORE – STUDIO PER UNA LITURGIA DEL FIGLIO”

Un’originale rivisitazione scritto e diretto da Fabio Di Gesto, del famoso dramma teatrale di Libero Bovio, uno dei testi più noti della sceneggiata napoletana, che vuole rappresentare il senso di colpa ereditato, il riscatto personale, il conflitto generazionale, il ribaltamento del mito.

Lo spettacolo, in prima assoluta al Teatro Nuovo di Napoli, alle ore 20:30, con Carmine Bianco, Miriam Della Corte, Luca Lombardi, Maria Claudia Pesapane e Nello Provenzano, sposta infatti il punto d’osservazione.

CTF 2026. Musica, sceneggiata e ramanzine
“Zappatore” (foto di Dario Fiorentino) 

Il focus – afferma Di Gesto – il cuore del racconto non è più il sacrificio del padre, ma il ricatto emotivo che ne deriva. Il debito non è economico, ma affettivo. Ogni gesto d’amore diventa un’arma di colpa, ogni rinuncia un’ombra che impedisce di andare via. La libertà del figlio non è una fuga, ma un atto necessario di autodeterminazione. Il vero dramma non è il figlio che non riconosce il sacrificio, ma la famiglia che non accetta di lasciarlo andare”.

“RAMANZINE. O È UN “PECCATO CHE SIA ANDATA COSÌ”

Un’ìa vasta umanità è la vera protagonista di “Ramanzine. O è un “peccato che sia andata così”. Dipendenti sotto torchio perché non amano abbastanza il proprio lavoro, professionisti della procreazione assistita che scoraggiano la genitorialità, mercati immobiliari impazziti, guerre all’orizzonte ne sono i protagonisti.

Scene e frammenti che dipingono l’affresco di una umanità al collasso. Lo spettacolo, scritto da Diego Frisina e con la regia di Silvia Ignoto, è in cartellone al Teatro Tedér di Napoli alle ore 21. Non ha una vera e propria storia, ma contiene tante variazioni sul tema. Anzi, è lo spettacolo stesso ad essere una ramanzina, che vuole lasciarci con il dubbio (e forse la speranza) che siamo ancora in tempo per agire ed evitare di ritrovarci a dire con nostalgia, quella di un passato che forse non è mai veramente esistito: è un peccato che sia andata così. In scena, con l’autore e la regista, c’è anche Tullia Pagano.

GLI INCONTRI DEL FESTIVAL 

Il prossimo appuntamento della rassegna Incontri del Festival ospita alla Sala Premio Napoli di Palazzo Reale alle ore 18:30. con la curatela di Brunella Fusco, “L’io e l’IA. L’importanza dell’educazione socio-emotiva e affettiva nell’Era degli Algoritmi. Contaminazioni interdisciplinari”, a cura di Nadia Carlomagno con la partecipazione di esperti.

(In copertina “Ramanzine”) 

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