
Di Umberto D., capolavoro di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini, Diane Keaton disse che era l’esempio di un Cinema autentico, allo stato puro. Nel Pantheon dei grandi della Cinematografia mondiale che non sono più tra noi si è aggiunta anche lei l’11 ottobre 2025 all’età di 79 anni.
Intensa e malinconica, autoironica e capace di passare dal dramma alla commedia come poche altre della sua generazione, la Keaton è stata una delle grandi signore del Cinema americano, nel segno di Katherine Hepburn, sua fonte di ispirazione, e al pari della collega Meryl Streep.
LE COLLABORAZIONI CON COPPOLA E ALLEN
Tutti la ricordano principalmente per due cineasti: Francis Ford Coppola, con cui girò la saga del Padrino al fianco di Al Pacino fino alla rottura sentimentale con l’attore italo americano (suo marito anche nella trilogia); e Woody Allen, che la definì “il grande amore della sua vita”, rendendola una delle grandi muse dei suoi film.
Indimenticabili infatti la sua Kay Adams accanto a Michael Corleone fin dalla festa di matrimonio con cui esordisce il primo capitolo di The Godfather di Coppola, ma soprattutto la Annie di Annie Hall, in Italia tradotto in Io ed Annie di Allen.
I FILM CON WOODY
Col regista ebreo newyorkese girò anche Manhattan, Interiors, Amore e guerra, Misterioso omicidio a Manhattan e Radio Days. L’Oscar, unico vinto in carriera a fronte di quattro nomination, arrivò proprio con Io ed Annie – film che valse l’unica statuetta ad Allen regista – e la sfiorò nell’ultima occasione poco più di 20 anni fa.
IL FILM DELLA MEYERS DEL 2004

In uno di quei film di fantascienza di costume cui ci ha abituati negli anni la regista statunitense Nancy Meyers, ovvero Tutto può succedere con Jack Nicholson e Keanu Reeves, l’attempato protagonista perdeva la testa per la madre della sua nuova giovane fiamma, la scrittrice in menopausa, nevrotica e insicura, interpretata dalla bravissima Keaton.
Il nostro regista premio Oscar Paolo Sorrentino ha avuto l’onore di dirigerla come Suor Mary nella prima stagione della serie tv targata Sky Atlantic The Young Pope, accanto al papa giovane del titolo interpretato da Jude Law, il terribile Lenny Belardo/Pio XIII.
Impossibile non citare Reds di Warren Beatty, attore e regista con cui ebbe una relazione (oltre quelle con Allen e Pacino). Così come La stanza di Marvin con Leonardo DiCaprio e Baby Boom del 1987, storia di una donna in carriera trapiantata dalla Grande Mela in campagna per accudire una piccola orfana che le cambiava la vita completamente.





