Il 25 Giugno 2026 il Teatro de’ Servi di Roma ospita lo spettacolo “Elizabeth – La sarta del Presidente“. L’opera teatrale, con drammaturgia e regia di Nicholas Gallo, è prodotta da Angelika Film Production e Gallilluminati Contemporary Theatre. Il cast vede sul palco Maria Grazia Adamo, Matteo Milani, Nicholas Gallo, Miriam Gagino, Emanuele Faiella, Ilenia Guderzo, Dario D’Amico e Francesco Maesti.
LA STORIA DI ELIZABETH KECKLEY
La trama si sviluppa attorno alla figura storica di Elizabeth Keckley. Nata schiava nel febbraio del 1818, la donna affronta abusi e privazioni prima di riuscire a comprare la libertà per sé e per suo figlio nel novembre del 1855. Nel 1860 si stabilisce a Washington D.C., dove avvia un’attività di sartoria.
La svolta avviene nel marzo del 1861, quando incontra Mary Todd Lincoln, moglie del Presidente degli Stati Uniti, diventando la sua modista e vestitrice personale. Da questo incontro nasce un legame articolato che permette a Elizabeth di osservare da vicino le dinamiche private e le fragilità della consorte presidenziale.

IL CONTESTO STORICO E LA CATASTROFE DELLA GUERRA
Lo spettacolo mostra i saloni della Casa Bianca trasformati in uno spazio diviso tra decisioni politiche e intimità domestica, mentre gli Stati Uniti scivolano verso la guerra civile. La protagonista diventa testimone dei dibattiti sull’abolizione della schiavitù, dell’isolamento di Mary Lincoln e delle responsabilità istituzionali.
Con l’inizio del conflitto e il successivo assassinio di Abraham Lincoln, Elizabeth Keckley assume il ruolo di custode di una memoria privata. La sua figura diventa lo strumento per raccontare i dettagli meno noti dei leader dell’epoca e difendere la reputazione della first lady.
LA STRUTTURA NARRATIVA E LA MUSICA
L’allestimento si articola come un insieme di memorie e documenti storici. La recitazione, l’espressione corporea e la componente musicale lavorano insieme per unire il percorso biografico individuale ai grandi eventi della storia americana.
La colonna sonora funge da elemento strutturale della messa in scena. La drammaturgia sonora segue e sottolinea l’evoluzione dei diversi personaggi sul palco. L’opera si propone così come il ritratto di una donna che, partendo da una condizione di marginalità, si trasforma in testimone documentale di un’epoca.





