E’ una bella prova d’attore lo spettacolo “Ezra in gabbia”, scritto e diretto da Leonardo Petrillo. In scena al Teatro Mercadante di Napoli fino al 26 aprile 2026. Un magnifico Mariano Rigillo nei panni del controverso poeta, racconta la propria biografia, attraversando i diversi periodi della vita. Lo scrittore, da sempre considerato fascista, cerca di difendersi da quest’accusa, che accompagna il suo nome fin dall’inizio. Quegli Anni Venti e Trenta, che lo videro impegnato come scrittore e come persona durante il Ventennio, la guerra e dopo. Infamie e accuse a suo carico ne hanno fatto un personaggio criticato e mai veramente liberato dalla veste di simpatizzante del regime.
Il testo si basa su documenti autentici, lettere e frammenti dei Cantos (in particolare i Canti pisani), in cui affronta temi come la prigionia nella “gabbia del gorilla” a Pisa e i 13 anni nell’ospedale psichiatrico St. Elizabeths.
LA SCENA E’ UN TRIBUNALE
Ma qui, nella vita e sulla scena, si difende Pound, tentando di coinvolgere altri artisti, poi divenuti famosi attori, forse per portare dalla sua parte critici, lettori e intellettuali.
Lo spettacolo è una sorta di proclama di un imputato che, peraltro non ha mai avuto un regolare processo pubblico. Processo e giudizio che chiede al Teatro, che considera vero luogo di libertà.
Sulla bella scenografia di Gianluca Amodio domina la grande gabbia metallica, simbolo della reclusione fisica e mentale, supportata dal disegno luci di Enrico Berardi. Descrive la cella del carcere e l’esterno, per raccontare il periodo libero dalla detenzione.
Rigillo si cala nei panni del poeta, accompagnato dalle letture di Anna Teresa Rossini. Voce laterale, che da una poltrona legge poesie e pensieri di Pound. Meno efficaci sono le proiezioni video.
I 116 CANTOS
L’invito è quello di leggere o rileggere i suoi 116 Cantos. Versi e scritti, ispirati a Dante, Poeta amato più di ogni altro. Lui che visse per decenni in Italia.
Uno spettacolo che il noto attore porta in giro da un po’, riproposto forse per il periodo storico che stiamo vivendo. Quasi un monito a stare attenti ai pericoli della politica.
LE PAROLE DI EZRA POUND
“…Nelle mie trasmissioni alla radio raccontavo che banchieri, finanzieri e politici hanno voluto il conflitto. Sono stato contro il sistema e sempre pacifista. L’ho sempre ripetuto: non esistono guerre giuste, una volta di facevano per catturare gli schiavi, oggi si fanno per imporre una nuova schiavitù, quella del debito. Il nemico è il denaro a prestito…”.





