Gaudino: “Fare l’attore? Bisogna crederci”

Danila Liguori

La mia idea di comicità? Un tipo di comicità che non sia la rivisitazione di una barzelletta, ma che porti a una riflessione, cha abbia un pensiero di fondo”. Lui è l’attore partenopeo Giuseppe Gaudino, in scena da venerdì 9 a domenica 11 febbraio 2024, con lo spettacolo “Via senzamore 23” al Teatro Sannazaro di Napoli. Il testo è di Gianni Solla, diretto da Giuseppe Miale di Mauro. Produzione Nest Napoli Est Teatro e Caracò Teatro.

Da venerdì 9 febbraio la vedremo protagonista di “Via senzamore 23”. Ci racconta?

“Gaetano è un impiegato del catasto di Napoli. Vive al Vomero, un quartiere che non gli appartiene e ha trascorso la sua vita tra visure e planimetrie. Una notte decide di accatastare anche la sua esistenza, in un podcast che registra da solo mentre nell’altra stanza c’è una persona che lo aspetta, a cui di tanto in tanto si rivolge. Uno spettacolo di teatro contemporaneo su un uomo solo che prova a non esserlo, tra risate, malinconie e un pizzico di follia”.

In che modo “un uomo solo che prova a non esserlo?

“Sì, in questo testo meraviglioso scritto da Gianni Solla, si affronta il tema della solitudine. Ma non in maniera triste, o almeno non solo. Ci sono molti momenti di comicità alternati a momenti di riflessione”.

In questa altalena di emozioni contrastanti, porta in scena anche qui a Napoli il suo primo monologo.

“Esattamente. Conosco Gianni da tanto tempo e amando la sua scrittura, l’anno scorso gli dissi che secondo me i tempi erano maturi per lavorare insieme. Da qui nasce questo testo, un intenso quanto a tratti divertente monologo in cui si racconta di amore, amicizia, solitudine, vita. Abbiamo debuttato l’anno scorso al Torino Film Festival, riscuotendo un buon successo al punto che quest’anno ci hanno richiamati a Milano nella sezione speciale”.

Una bella soddisfazione.

“Assolutamente sì. Anche perché ci tengo particolarmente a questo testo. Un testo in cui si ride talvolta. Si sorride spesso. Ma soprattutto si riflette”.

Difatti Gianni Solla sul suo testo dice: “il comico e il tragico vengono dallo stesso impasto, sono chiavi attraverso le quali gli spettatori danno accesso al proprio corpo”.

“La nostra idea era appunto questa: portare in scena, in un tutt’uno, drammaticità e comicità.

 

Giuseppe Gaudino

Altri progetti?

“Stiamo lavorando sul set di un film, e poi il 2 maggio saremo al teatro Diana di Napoli, che ci ha coprodotto, con “Premiata pasticceria Bellavista”. Siamo felici di essere l’unico caso i cui Salemme abbia prestato un suo testo ad una compagnia che non fosse la sua”.

“Via senzamore 23” è stato prodotto anche da Nest Napoli Est Teatro. So che vi impegnate tanto nello spazio di San Giovanni a Teduccio per formare e aiutare i giovai attori.

“Sì, ci proviamo. Innanzitutto con i nostri laboratori, e poi con la scuola di teatro”.

Cosa insegna ai suoi alunni?

“A studiare. A lavorare duramente e con impegno. E a non inseguire la chimera del successo dei social perché, per avere un successo reale e duraturo, occorre impegnarsi. No all’approssimazione, sì allo studio, sempre, anche quando si pensa di essere arrivati. E poi crederci ”.

Lei ci crede?

“Sempre”.

 

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