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Il Teatro di Napoli celebra Eleonora Duse

Anthea Principe

Il Teatro Mercadante di Napoli inaugura la sua stagione dedicata alla danza rendendo omaggio a una delle figure più emblematiche e rivoluzionarie della storia dello spettacolo: Eleonora Duse. L’appuntamento è fissato per l’8 maggio 2026, alle ore 21, presso lo Stabile partenopeo, che ospiterà La Duse Nessuna Opera, una produzione firmata dalla COB Compagnia Opus Ballet sotto la direzione di Rosanna Brocanello.

IL PERCORSO DRAMMATURGICO DELLA COREOGRAFIA

L’opera coreografica, curata a quattro mani da Adriano Bolognino e Rosaria Di Maro, si configura come un vibrante tributo alla genialità della “Divina”. Più che una semplice biografia danzata, lo spettacolo vuole essere una celebrazione della potenza creativa femminile, traducendo in movimento l’incredibile intensità artistica e l’indomito spirito umano di un’attrice che ha cambiato per sempre le regole della scena.
Il percorso drammaturgico si ispira alla ricerca di Mirella Schino contenuta nel volume Eleonora Duse – Storie e immagini di una rivoluzione teatrale. Il testo è stato il fulcro della ricerca artistica, permettendo di restituire la complessità di una donna straordinaria, svincolandola finalmente dai cliché e dalle ombre maschili che ne hanno spesso oscurato l’autentica grandezza.

La Duse Nessun Opera Mario Sguotti scaled
Un momento della coreografia

UNA DANZA IN DUE PARTI

«Il lavoro si articola in due parti», spiegano i coreografi. «Una prima sezione “squisitamente artefatta”, che richiama gli esordi e il mestiere, e una seconda in cui emerge un’ultima Duse, ormai anziana e saggia, descritta come “tutta luce immacolata”». È proprio in questa evoluzione verso la consapevolezza che risiede il cuore della “non-opera”: un inno alle donne che riprende il pensiero della stessa Duse, la quale dichiarava di non “recitare” ma di vivere un ricambio affettuoso con le sue eroine, comprendendo il loro pianto e la loro sofferenza oltre ogni giudizio morale.
In scena, il linguaggio del corpo si fa portavoce di un “compianto femminile” dolce e completo, offrendo al pubblico un’esperienza estetica capace di unire storia, letteratura e danza contemporanea in un unico, emozionante affresco.
(Fotografie di Roberto De Biasio)

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