“Chi ha ascoltato questa sinfonia ha vissuto un’esperienza che lo accompagnerà tutta la vita” – Mahler
Al Teatro La Fenice di Venezia è andata in scena la Seconda Sinfonia in do minore di Gustav Mahler, detta “La Resurrezione”. Sul podio, Myung-Whun Chung, direttore d’orchestra coreano di fama mondiale.
L’OPERA
Composta tra il 1888 e il 1894, è stata eseguita per la prima volta il 13 dicembre 1895, a Berlino, diretta dallo stesso Mahler.
La Seconda Sinfonia è una delle più imponenti del repertorio sinfonico, sia per le sue dimensioni che per la vastità del suo contenuto emotivo, spirituale e filosofico. Mahler esplora il tema della vita, della morte e della resurrezione dell’anima. La sinfonia riflette la lotta interiore dell’uomo di fronte alla morte, alla ricerca di senso, culminando in una visione trascendente di resurrezione e redenzione universale. È profondamente legata alle convinzioni spirituali di Mahler, fortemente influenzate dalla filosofia tedesca e dalla sua personale crisi esistenziale.La sinfonia è articolata in cinque movimenti, con un vasto impiego dell’Orchestra, del Coro e le due voci soliste.

L’ORCHESTRA
L’orchestra del teatro ha offerto una prova eccellente. Precisione, sensibilità, grande profondità. Il maestro Chung ha guidato con mano sicura, ma sempre poetica. Ogni gesto era meditato. Ogni pausa aveva un significato. La musica sembrava respirare con lui. La sinfonia è un viaggio, dalla morte alla rinascita, dalla disperazione alla speranza. Chung ne ha colto ogni sfumatura. Il primo movimento, drammatico, ha colpito per intensità. Il secondo e terzo, più intimi, sono stati resi con delicatezza e poi, l’esplosione del quarto e del quinto: grandiosi, spirituali, travolgenti. Il finale si sviluppa in una solenne affermazione della fede nella vita eterna, nella redenzione dell’umanità e nel trionfo dello spirito.
IL CORO
Il coro della Fenice è stato straordinario per la precisione, la compattezza e il coinvolgimento. La sua entrata, nel finale, è stata un momento magico. Un sussurro che cresce e si fa luce, come un’alba interiore.
LE SOLISTE
Le due soliste, la soprano Louise Alder e il contralto Danbi Lee., hanno emozionato con le loro voci calde, pure, mai eccessive. Hanno portato umanità in ogni frase. Il pubblico era rapito. Silenzio assoluto, poi lunghi applausi. Un omaggio sentito a Mahler, a Chung, a tutti gli artisti.

“La Resurrezione” non è solo musica. È una riflessione sull’esistenza, diventa un’esperienza profonda, intensa e quasi spirituale. E’ considerata una delle più grandi sinfonie mai scritte. Il suo messaggio universale tocca chiunque si sia interrogato sul significato della vita e della morte. È una sinfonia di lotta e speranza, che parte dall’oscurità e arriva alla luce.
Concerto diretto da Myung-Whun Chung – Teatro La Fenice
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