Chi non conosce “Macbeth”: la tragedia shakesperiana che drammatizza i catastrofici effetti fisici e psicologici della ricerca del potere per il proprio interesse personale. Ad interpretarla al Teatro Mercadante di Napoli in prima nazionale mercoledì 4 dicembre 2024 è l’attore, regista e drammaturgo Roberto Latini. Lo spettacolo, in replica fino a domenica 15 dicembre, è una produzione del Teatro di Napoli-Teatro Nazionale, in coproduzione con Campania Teatro Festival – Fondazione Campania dei Festival, regia firmata da Jacopo Gassmann.
Lei e Lucrezia Guidone andrete ad incarnare la coppia più ambigua del teatro elisabettiano: Macbeth e Lady Macbeth. Cosa le è piaciuto di questo ruolo?
“Innanzitutto non potevo rifiutare l’invito del regista Jacopo Gassman, tantomeno quello del Teatro Mercadante di cui siamo ospiti. La sorpresa è stata però quella di impersonare proprio Macbeth e non il padre, o una delle streghe. Mi sono trovato perciò affascinato dall’interpretare la lenta regressione di un uomo, la sua avanzata verso l’orrore, la follia. La dimensione interessante di un guerriero che finisce in tragedia per aver tradito i suoi valori sacrificandoli all’ambizione”.

La regressione di un guerriero.
“Il guerriero più rispettato della Scozia, lentamente lo vedremo tornare bambino. Un bambino sperduto, sazio di orrori. Macbeth infatti è anche la storia di un trauma antico che attiene all’infanzia e che sembrerebbe avere origini nell’impossibilità dei due protagonisti di poter procreare. Non a caso, la parabola di Macbeth potrebbe essere letta come un disperato e sanguinario tentativo di sublimare questa impossibilità andando a eliminare, occupandone il posto, tutti i padri e i figli che sembrano frapporsi lungo il suo cammino”.
Il regista Gassmann rilegge infatti la tragedia shakespeariana come il lungo viaggio di un uomo alle radici del male o come il progressivo inabissamento di una coscienza nel vasto e inesplorato territorio del rimosso.
“Esatto. Anche se il primo tema che si affronta all’inizio della tragedia, la prima scena del primo atto, è quello del sovrannaturale, grazie alla presenza delle streghe. Da lì Macbeth verrà tirato dentro in una storia di alterazione, intrisa di sovrannaturale che si trasforma in tragedia”.
Com’è stato tornare a Napoli?
“Tornare a Napoli è sempre bellissimo. E’ stato un mese intenso, sono uscito poco ma, dopo il debutto, spero di riuscire a girare di più. E poi il pubblico napoletano mi entusiasma, è davvero particolare”.
In che senso?
“Ha una capacità di farsi specchio rispetto allo spettacolo che è davvero unica”.
Dopo Napoli?
“Dopo queste date lo spettacolo sarà sospeso, in attesa di capire l’anno prossimo come evolverà. Tra gennaio e febbraio io sarò ancora qui, sempre al Mercadante, con “Edipo re” Insomma, dopo Napoli, ancora Napoli”.
