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Le false confidenze, tra verità e finzione

Diletta Capissi

Quando il teatro appaga e diverte con un ritmo incalzante tra verità e finzione e abili intrecci a cui il regista Arturo Cirillo ci ha da tempo abituati. Così è ne Le false confidenze di Pierre de Marivaux, in scena fino al 3 maggio 2026 al Teatro Argentina di Roma.

Cirillo è il traduttore, il regista e il cointerprete di questo classico settecentesco che riproduce in un gioco ambiguo e, qualche volta perfido, il paradosso dei sentimenti e dell’innamoramento. Coinvolti in una sorta di labirinto amoroso tra inganni e verità entrano in scena una magnetica Elena Sofia Ricci nel ruolo della vedova Araminta, Giacomo Vigentini in quello di Dorante, Rosario Giglio come Signor Remy, Orietta Notari nei panni della Signora Argante, Francesco Petruzzelli in quello di Arlecchino, lo stesso Arturo Cirillo nel ruolo di Dubois, Giulia Trippetta come Marton e Giacinto Palmarini che interpreta il Conte.

LA MESSINSCENA DI CIRILLO

Un cast eccellente che ruota, appare e scompare su una scenografica pedana girevole, allestita da Dario Gessati, dominata da un grande arco rivestito di specchi opachi e consumati, che accoglie una serie di ritratti. La scena si apre a scomparti tanti forse quante sono le verità, gli inganni ma anche gli intrighi dell’amore che deve germogliare. Cirillo muove con abilità funambolica i fili della rappresentazione che si snoda per spaccati ben delimitati in cui I protagonisti riescono ciascuno per la propria parte ad apportare luminosità al ruolo e verve interpretativa.

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Una scena (ph Manuela Giusto). Arturo Cirillo ed Elena Sofia Ricci

Il plot della storia gira attorno alla ricca vedova Araminta che l’astuto servo Dubois cerca di far innamorare presentandole un avvenente e giovane segretario Dorante, nobile decaduto con cui combinare la tresca, che fa assumere come amministratore. In un gioco di seduzione che viene orchestrato dallo steso Dubois ruotano diversi personaggi tra cui la serva Marton, il signor Remy, la mamma signora Argante e il Conte che aspira alla mano della vedova.

Il gioco costruito con astuzia riesce a far crollare le difese di una donna austera e razionale e dentro all’inganno del segretario-seduttore sboccia e trionfa il sentimento. Bravi e convincenti tutti gli interpreti: grande presenza scenica di Elena Sofia Ricci, una scoppiettante ed energica Orietta Notari con un funambolico Arturo Cirillo. Non perdetelo!

Scene di Dario Gessati, i costumi di Gianluca Falaschi, disegno luci di Pasquale Mari, suono di Federico Mezzana, assistente alla regia Mario Scandale, assistente scenografo Stefano Pes, costumista collaboratrice Anna Missaglia, assistenti volontari Isabella Rizzitello e Niccolò Di Molfetta, allievi registi della Scuola del Teatro Nazionale di Napoli.

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