L’innominabile torna a teatro. Macbeth viene rappresentato nella sua chiave più drammatica, vivendo le sue paure più profonde, come cavaliere, come nobile, come uomo. Al Teatro Piccolo Bellini di Napoli dal 24 al 27 aprile 2025 in scena una delle tragedie più significative del drammaturgo inglese William Shakespeare. “Macbeth – Cuore Nero” dall’intramontabile Macbeth di William Shakespeare, con la regia e adattamento di Gaetano Battista. Con Franco Buonaiuto, Giovan Battista Di Costanzo, Nicola d’Angelo, Francesco Diana, Luigi Grassi, Alberto Grosso, Luca Minichiello, Marco Puglia, Pasquale Ruocco, Riccardo Sergio. Una produzione esecutiva Associazione Polluce APS, Premotion Events&Entertainment, sostenuta da Associazione Polluce APS, Cassa delle Ammende-Ministero della Giustizia, Assessorato Scuola – Politiche sociali – Politiche Giovanili DG Politiche Sociali e Socio Sanitarie della Regione Campania. Disegno luci Gaetano Battista, assistente alla regia Roberto Capuozzo, scenografie Carmine Di Giulio. Poi costumi Teresa Papa e Orsola Iannone, sarto Mushi Jeannot Mulango, musiche Aniello De Sena e interventi musicali e fonica Carmine Minichiello.

MACBETH – CUORE NERO
Macbeth: la sua natura, il suo essere così disumano e lontano dalla realtà, lo rendono attualmente uno dei personaggi più affascinanti delle tragedie shakespeariane. Dieci detenuti insieme ad un Magistrato di Sorveglianza stanno seguendo questo percorso di formazione e messa in scena, partendo non solo dal testo del Macbeth ma anche e soprattutto partendo da loro stessi. Due figure così lontane ma unite dal luogo che li lega, il carcere, si incontrano in un altro luogo che a suo modo è luogo di riflessione e confronto: il teatro. I detenuti rappresentano mille Macbeth, il Magistrato figura shakespeariana, che in realtà potrebbe investire vari ruoli nelle opere del drammaturgo inglese, è anch’egli Macbeth, simile ai mille volti dei detenuti in scena, ma motore di un sistema dove chi è al di sopra, in questo caso, è solo la legge del chi è di scena. Macbeth-cuore nero è più di un’opera teatrale, è un percorso emotivo per detenuti e un magistrato, un flusso di narrazione dove la tragedia di Shakespeare fa da collante con il suo linguaggio.
LE NOTE DI REGIA
“Un uomo al centro della scena circondato dalla sua sete di potere, dalla sua bramosia ritrova se stesso nell’espressione esasperata dell’onnipotenza e la vanagloria. Divorato dalle sue paure e dalla sua stessa forza emotiva e fisica, resta solo uno contro tutti, uno contro se stesso. Partiamo dal cuore, fulcro di pulsanti passioni. Elemento vitale e centro dell’essere umano, lo afferriamo con mano, estirpandolo e mostrandolo nelle sue forme più bieche. Il cuore nero è l’emblema del percorso dei protagonisti di questo lavoro, nero come la pece. Nero come la terra infangata della cruda Scozia, come le mani sporche di nero sangue intrise di odio e di paura. Macbeth-cuore nero non è solo una semplice rappresentazione teatrale, ma si tratta di un percorso laboratoriale dedicato ai mestieri del teatro che portiamo da tempo all’interno della Casa di Reclusione di Arienzo. Con dieci detenuti attori e un magistrato di sorveglianza, è un progetto innovativo che usa il teatro come momento di espiazione e di rivalsa, come luogo di incontro e appartenenza”.