Torna la Scuola del Teatro di Napoli con gli allievi del secondo anno guidati da Arturo Cirillo, dopo il successo di Orge per George di Athos Mion alla scorsa edizione di Biennale Teatro. Il risultato è “Quindici ragazze con qualche esperienza”, uno spettacolo intenso e sorprendente che rende omaggio a Enzo Moscato, figura imprescindibile della drammaturgia contemporanea italiana, scomparso due anni fa e artefice, insieme ad Annibale Ruccello, di una profonda reinvenzione del teatro napoletano.
Cirillo costruisce un lavoro corale di grande equilibrio, capace di valorizzare il talento dei giovani interpreti senza mai perdere di vista la complessità e la ricchezza della scrittura di Moscato. Le singole individualità si fondono in un organismo scenico compatto, dove ogni attore trova il proprio spazio e contribuisce alla creazione di un affresco umano vibrante e autentico.
QUINDICI RAGAZZƏ CON QUALCHE ESPERIENZA – una scena
LE OPERE DI MOSCATO
Lo spettacolo trae ispirazione da due opere fondamentali degli anni Ottanta: “Festa al celeste e nubile santuario” e “Ragazze sole con qualche esperienza”. Due testi che raccontano mondi marginali, esistenze sospese tra desiderio e disillusione, personaggi fragili e potentissimi che abitano una Napoli reale e al tempo stesso visionaria. In queste opere Moscato dà voce a creature in bilico, anime che cercano amore, riconoscimento e riscatto in una realtà spesso crudele e contraddittoria.
La forza di questi testi risiede nella loro straordinaria capacità di trasformare il quotidiano in poesia. La lingua di Moscato è unica e inconfondibile: un impasto sonoro di dialetto napoletano, italiano, termini arcaici e suggestioni contemporanee che diventa musica, evocazione, materia teatrale viva. Una scrittura che non si limita a raccontare, ma crea immagini, emozioni e stati d’animo, scavando nelle profondità dell’animo umano e restituendo tutta la fragilità, la malinconia e la bellezza di una città che diventa metafora universale dell’esistenza.
QUINDICI RAGAZZƏ CON QUALCHE ESPERIENZA – una scena
LA REGIA
Arturo Cirillo affronta questo patrimonio con sensibilità e intelligenza. La sua regia evita ogni forma di celebrazione nostalgica e sceglie invece la strada dell’ascolto e della condivisione. I giovani attori diventano così il tramite ideale per restituire l’attualità di Moscato, facendo emergere la modernità delle sue riflessioni sull’identità, sulla solitudine, sul desiderio di appartenenza e sulla necessità di essere visti e riconosciuti.
Lo spettacolo alterna con naturalezza momenti di irresistibile comicità a passaggi di intensa commozione. Il pubblico ride, si diverte, ma viene anche chiamato a confrontarsi con temi profondi e universali. Particolarmente emozionante è il momento in cui risuona una delle canzoni interpretate dallo stesso Enzo Moscato: una presenza che attraversa la scena come una memoria viva, un omaggio delicato e potente che unisce passato e presente.
QUINDICI RAGAZZƏ CON QUALCHE ESPERIENZA – una scena
“Quindici ragazze con qualche esperienza” è molto più di un saggio di scuola o di un tributo commemorativo. È la dimostrazione di come il teatro di Enzo Moscato continui a parlare alle nuove generazioni, mantenendo intatta la sua forza poetica e la sua capacità di interrogare il presente. Grazie alla regia accurata di Arturo Cirillo e all’impegno dei giovani attori della Scuola del Teatro di Napoli, questo viaggio tra ironia, dolore, sogno e umanità si trasforma in uno dei momenti più significativi della Biennale Teatro 2026.