Il 31 ottobre 2025 la platea storica del Teatro La Fenice di Venezia ha fatto da cornice a un evento di rara intensità. Il maestroKent Nagano, figura fra le più autorevoli della scena musicale internazionale, ha diretto con senso scenico e raffinata autorità l’ultima serata della stagione sinfonica 2024-2025.
IL DIRETTORE
Nagano è riconosciuto come uno degli interpreti più versatili del nostro tempo, equamente a suo agio nel repertorio operistico e sinfonico. Alla Fenice ha guidato con assoluta precisione e partecipazione l’Orchestra del Teatro La Fenice, imprimendo alle pagine scelte un timbro ora trasparente, ora pieno e caloroso. Il gesto musicale si è fatto racconto, la direzione un tratto elegante e deciso.

IL PROGRAMMA
La serata si è snodata in tre tappe imprescindibili: l’apertura con la Suite da Le Bourgeois Gentilhomme di Jean‑Baptiste Lully: un brano di radice barocca, caratterizzato da danza, leggerezza e brillantezza.
In seguito la Sinfonia n. 3 in re maggiore D. 200 di Franz Schubert: momento centrale della serata, che ha permesso all’orchestra di esprimere ampiezza, slancio e lirismo.
Infine la suite da scena op. 60, Der Bürger als Edelmann (“Il Borghese Gentiluomo”) di Richard Strauss: partitura ricca, sfaccettata, che Nagano e l’orchestra hanno affrontato con piglio narrativo e fine equilibrio d’insieme.
La serata è stata dominata da un clima di tensione controllata e di bellezza espressiva. Con la bacchetta Nagano ha saputo dosare i timbri, l’energia e la delicatezza: nel brano di Lully la danza ha trovato leggerezza, nel Schubert la forma sinfonica è apparsa scolpita e fluida insieme, e nell’opera di Strauss è risuonata una teatralità vibrante senza perdere coesione interna. Il pubblico, rapito, ha risposto con applausi prolungati e consapevoli.

CONCERTO MEMORABILE
In un teatro come La Fenice, che ha ospitato premiére storiche e cicli sinfonici d’eccellenza, la presenza di Kent Nagano rappresenta un momento alto insieme al violino solista Roberto Baraldi. Il programma scelto era armonioso e ambizioso: dal barocco al romanticismo al pezzo di stile post-romantico, una progressione che richiede rigore e sensibilità. Nagano e l’orchestra l’hanno valorizzata con stile e precisione. Il risultato: una serata sinfonica di alto profilo, capace di unire virtuosismo e introspezione, splendore sonoro e pensiero musicale.

Chi ha avuto il privilegio di partecipare ha vissuto non solo un concerto, ma un’esperienza musicale che resterà. Il maestro Nagano ha guidato la Fenice verso un traguardo di eleganza e intensità, consacrando (ancora) il valore della direzione orchestrale come atto creativo e condiviso.
