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Riccardo Muti: il Maestro alla Fenice

Andrea Di Maso

Il 9 ottobre 2025 il Teatro La Fenice di Venezia ha vissuto una serata memorabile. Sul podio, Riccardo Muti. Davanti a lui, l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, fondata dallo stesso Muti nel 2004. Un concerto straordinario, accolto da un pubblico emozionato e da applausi interminabili.

IL MAESTRO E LA FENICE 

Muti è tornato nella sua Fenice, il teatro che lo lega a uno dei momenti più intensi della sua carriera: il concerto di riapertura del 2003, dopo l’incendio che distrusse il teatro. Fu lui, allora, a ridare voce e vita a quella sala rinata dalle ceneri. Ventidue anni dopo, lo stesso maestro ha riportato quella magia, con la stessa eleganza e forza interpretativa che lo rendono unico.
Riccardo Muti - foto Silvia Lelli
Riccardo Muti – foto Silvia Lelli

IL CONCERTO 

Il programma ha unito  Beethoven Mozart, due autori che Muti conosce e ama profondamente. L’ouverture Coriolano di Beethoven ha aperto la serata con energia drammatica e tensione nobile. Poi, il Concerto per flauto n. 2 in re maggiore di Mozart, eseguito con grazia dal solista Karl-Heinz Schütz, primo flauto dei Wiener Philharmoniker. Infine, la Sinfonia n. 7 in la maggiore di Beethoven, esplosiva e luminosa, ha trascinato la sala in un crescendo di emozioni.

L’ORCHESTRA 

L’Orchestra Cherubini, formata da giovani talenti italiani, ha risposto con precisione e passione. Muti, con il suo gesto limpido e autorevole, ha saputo fondere disciplina e poesia. Ogni dettaglio era controllato, ogni frase musicale respirava.
Alla fine, il pubblico in piedi. Un tripudio. Il maestro ha concesso due bis che hanno infiammato il cuore dei presenti: la sinfonia dalla Norma di Bellini e il celebre Va’ pensiero dal Nabucco di Verdi. Un omaggio al grande repertorio italiano, ma anche alla Fenice stessa, simbolo di rinascita e bellezza.
Riccardo Muti - foto Silvia Lelli
Riccardo Muti – foto Silvia Lelli
Riccardo Muti ha 84 anni, ma la sua energia è intatta. Sul podio domina il tempo e lo spazio, come se la musica fosse un’estensione naturale del suo essere. Ogni suo ritorno alla Fenice è un rito, un ponte tra passato e futuro.
Dal debutto veneziano nel 1970 a oggi, Muti ha costruito con questo teatro una storia lunga più di mezzo secolo. Una storia di arte, fedeltà e amore. Il concerto del 9 ottobre 2025 ne è stato un nuovo, luminoso capitolo.
Biglietti esauriti da mesi. Pubblico in delirio. E un solo pensiero comune, all’uscita nel silenzio della notte veneziana: aver assistito a qualcosa di irripetibile.

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