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Paolini tra poesia e allarme climatico

Andrea Di Maso

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L’attore-narratore Marco Paolini torna sul palcoscenico del Teatro Goldoni di Venezia per inaugurare la stagione 2025/26 con lo spettacolo “Bestiario idrico”, scritto assieme a Giulio Boccaletti, scienziato e direttore del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici.  In scena dal 5 al 9 novembre, questa produzione riflette la cifra artistica del teatro civile di Paolini: parola densa, radicata nei territorio e aperta all’attualità.

TEMI E ORIZZONTI

“Bestiario idrico” tratta il rapporto tra uomo, paesaggio e acqua. Racconta di fiumi, canali, opere idrauliche — argini, pompe, dighe — e di come questi siano parte integrante del nostro vivere quotidiano.
Paolini mette in luce “i conflitti e i contratti che, intorno all’acqua dei fiumi, hanno dato forma al paesaggio che oggi riconosciamo come il nostro”.
In tempi segnati dal cambiamento climatico, dove siccità e alluvioni interrogano la nostra relazione con l’ambiente, lo spettacolo assume anche valenza di riflessione collettiva.

Sul piano drammaturgico, l’acqua diventa metafora di comunità, memoria e natura. Il termine “bestiario” suggerisce un catalogo al contempo animale e umano: creature d’acqua, umane o non umane, che vivono lungo i corsi e le rive come testimoni e protagonisti.

Bestiario Idrico photo Moretto
Bestiario Idrico photo Moretto

L’INTERPRETAZIONE DI PAOLINI

In scena Paolini dona a questo testo la sua cifra inconfondibile: voce misurata, scansione narrativa che alterna leggerezza e rigore, capacità di intessere lo spettacolo come un racconto lungo, che chiama lo spettatore a riflettere.
Rispetto al suo canone – teatro di narrazione, lingua veneta a volte integrata, memoria storica che non scade nel nostalgico – “Bestiario idrico” conferma questa linea e la estende al tema ambientale.
Paolini riesce a rendere visibile ciò che solitamente è invisibile: la rete idraulica, la fatica dell’uomo terreno, la consapevolezza che governare l’acqua significa governare anche la vita delle comunità.

CAST E COMPILICITA’ IN SCENA 

Accanto a Paolini sul palco figura la cantante Giuseppina Casarin, che porta la propria vocalità e presenza come contributo essenziale alla narrazione.
La regia dello spettacolo è affidata ai Fratelli Dalla Via, con la drammaturgia ampliata da Marta Dalla Via, Diego Dalla Via e Michela Signori.
Questa compresenza di narrazione e musica, di voce viva e cornice scenografica, crea uno spettacolo che va oltre il monologo puro: è un affresco, un coro che mescola parola, suono, palco.

La presenza di Casarin aggiunge un tono musicale e poetico, che alleggerisce e al tempo stesso intensifica la profondità del tema.

Bestiario Idrico photo Moretto
Bestiario Idrico photo Moretto
“Bestiario idrico” è un momento importante nel cartellone del Teatro Goldoni: un’esperienza che invita allo sguardo, alla partecipazione e alla coscienza. Paolini conferma di essere uno dei narratori più lucidi del teatro civile italiano. Il suo linguaggio, apparentemente semplice, rivela stratificazioni di significato che conducono lo spettatore oltre il racconto: verso una responsabilità condivisa.

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