
Soggetto di film e serie tv, nonché di film di animazione (su tutti il cartone animato di Walt Disney), la storia di Pinocchio rivive negli spazi della Mostra d’Oltremare a Napoli, nel quartiere Fuorigrotta, ente fieristico del capoluogo partenopeo.
Pinocchio Back to wood fino al 28 settembre illumina di magia l’area verde che sorge intorno al cosiddetto laghetto di Fasilides, e alla sua torre finto castello che spunta dalle acque, vecchia edificazione del Ventennio che prendeva a modello il mitico maniero di Gondar in Etiopia dell’imperatore e re dell’Abissinia, il leggendario Fasilides.
DALLA LEGGENDA AFRICANA DI FASILIDES ALLA FIABA DI COLLODI
Da una leggenda africana alla fiaba di Carlo Collodi il passo è breve e bisogna dire che quest’anno This is Wonderland si è superata, bissando il successo di Alice in Wonderland Lost inside you del 2024, concept basato sul romanzo di Lewis Carroll Alice nel paese delle meraviglie.
Questa è davvero la terra delle meraviglie non appena si varca il tornello, come nelle migliori avventure, soprattutto a tarda sera, o durante la settimana senza troppa folla. Un angolo di Mostra che si accende di bellezza, tra l’inevitabile citazione dell’estetica Disney e quelle delle illustrazioni fiabesche dei libri di una volta che ci leggevano nonni e genitori.
CURA DEI DETTAGLI CON PINOCCHIO BACK TO WOOD

Colpisce subito infatti la cura e la preparazione, nonché l’attenzione a ogni dettaglio, dalla candela sui libri impilati – che richiamano le precedenti puntate del format (autocitazioni) – agli animali nella gabbia di Mangiafuoco, terribile, forse terrificante col suo sguardo da gigante burattinaio immerso nella luce rossa.
Così come le creature del mare, inevitabile riferimento all’incontro con la Balena in cui il burattino ritrova papà Geppetto, o la parata/sfilata delle bugie e delle buone intenzioni appese al naso lungo, preludio all’esperienza del paese dei balocchi con ciuchini e cocchieri.
La balena nel laghetto è uno spettacolo per gli occhi, un tuffo nei ricordi d’infanzia e magari anche di una vecchia mostra visitata a Roma più di 10 anni fa, dedicata al grande Nino Manfredi, protagonista del film di Comencini Le avventure di Pinocchio.
IL MUSICAL BACK TO WOOD

Tra il giardino fatato della Fata turchina con fiori luminescenti che ricordano gli Avatar di James Cameron e il teatrino di burattini, non ci si può non fermare ad assistere al musical che dà il nome all’evento.
Back to wood, ritorno al legno, alle radici, a quel ciocco di pino da cui proviene il burattino che voleva essere un bambino vero, è un numero di danza moderna, coreografie, parti cantate e recitate con Lucignolo e Mangiafuoco, il Gatto e la Volpe di collodiana memoria.
Una pièce sicuramente adatta a un pubblico giovane e giovanissimo, perfetta per far scoprire tra note e canzoni, balli e dialoghi l’immortale narrazione, con lo sfondo di orologi e lancette che scandiscono le ore in senso antiorario. Il ritorno al pezzo di legno da cui il falegname ricavò il figliolo discolo e disubbidiente è un viaggio indietro nel tempo per stupire i bimbi e far tornare piccoli i grandi.





