Il 4 e 5 giugno 2025, il Teatro dell’Arsenale di Venezia ha ospitato una delle rappresentazioni più toccanti della Biennale Teatro: “Pinocchio. Che cos’è una persona?”, ideato e diretto da Davide Iodice. Un’opera che ha trasformato la celebre fiaba di Collodi in un potente manifesto di inclusione, emozione e umanità.

UN GRUPPO SPECIALE
Sul palco, oltre venti attori non professionisti, tra cui persone con sindrome di Down, autismo, Williams e Asperger, hanno dato vita ai personaggi della storia. Accompagnati da genitori, parenti e amici, hanno creato una compagnia unica: la Scuola Elementare del Teatro, un progetto pedagogico che dà spazio a chi spesso è emarginato dalla scena .

TEMI UNIVERSALI
Iodice ha scelto Pinocchio come simbolo delle fragilità e delle diversità, rappresentando un’adolescenza incomprensibile e incompresa, in cui si riflette una società di adulti in crisi. Lo spettacolo ha esplorato temi come l’identità, la disabilità, l’inclusione e l’amore incondizionato, sfidando le convenzioni e invitando alla riflessione.
IL TEATRO COME TERAPIA
Pur non essendo una terapia, lo spettacolo ha avuto un forte impatto emotivo. Il teatro è stato utilizzato come strumento di espressione e comunicazione, permettendo agli attori di raccontare le loro storie e sogni, abbattendo barriere e pregiudizi.
Al termine della rappresentazione, il pubblico ha riservato una standing ovation commossa per la dolcezza, la simpatia, i sogni e desideri raccontati. Le lacrime e gli applausi hanno testimoniato l’impatto emotivo e il successo di un’opera che ha celebrato la bellezza della diversità.

Pinocchio. Che cos’è una persona? ha dimostrato che il teatro può essere un luogo di incontro, di crescita, di trasformazione e di inclusione.. Un’esperienza che ha lasciato un segno indelebile nel cuore di chi ha avuto il privilegio di assistervi.
