“Le baccanti”di Euripide apre la nona edizione della rassegna estiva Pompeii Theatrum Mundi giovedì 18 giugno 2026 alle ore 21. La programmazione, curata dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, si inaugura nella cornice del Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei. Lo spettacolo si avvale della traduzione di Edoardo Sanguineti ed è firmato dal regista greco Theodoros Terzopoulos, che cura anche adattamento, scene, luci e costumi. Dopo la prima assoluta, le repliche proseguono nelle serate di venerdì 19 e sabato 20 giugno.
La produzione vede la collaborazione tra Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale e la Attis Theatre Company. Il progetto artistico della rassegna si inserisce nel più ampio cartellone degli eventi estivi campani, che include anche le attività del Campania Teatro Festival per la stagione in corso.
IL MITO DI DIONISO NELLA VISIONE DI TERZOPOULOS
Per il regista Theodoros Terzopoulos si tratta della settima esperienza di messinscena di questo specifico testo di Euripide. Nella sua lettura critica, l’opera rappresenta un fulcro teorico e pratico per l’evoluzione del teatro contemporaneo. La figura di Dioniso viene interpretata non solo come entità mitologica, ma come archetipo dello straniero e del rifugiato politico.
Il percorso del dio greco-romano, originario di Tmolos, viene accostato dal regista ai flussi migratori storici e attuali che attraversano le aree di conflitto del Medio Oriente per giungere infine nel Mar Mediterraneo, toccando le sponde di Creta o l’isola di Lampedusa. Questa trasposizione mira a connettere la tragedia antica con le dinamiche geopolitiche odierne, analizzando i concetti di identità, alterità e gestione del potere all’interno della comunità civile.

LA VISIONE DEL REGISTA
Il regista greco Theodoros Terzopoulos è la settima volta che mette in scena il testo di Euripide. «Baccanti è una tragedia emblematica per la mia visione teatrale. – dichiara – È di estrema importanza – prosegue – proporre Baccanti in questo momento, laddove Dioniso incarna l’archetipo del rifugiato, partito da Tmolos tremila anni fa, ha viaggiato nelle zone di guerra del Medio Oriente, per finire, oggi, nel mar Mediterraneo, sulle coste di Creta o Lampedusa. Il suo tragitto ci ricorda che l’arte del teatro è un viaggio infinito, percorso da persone in fuga, in continua trasformazione, che il Male si può mascherare da Merito e viceversa, e che l’enigma della morte racchiude una prospettiva di vita; ci ricorda che la Parola è Terra, che la Conoscenza è Consapevolezza, la Passione è Negazione e l’Armonia è la sua Contraddizione.
Dioniso sale sul palco e ci invita a rompere, insieme, lo specchio del narcisismo, lasciando che i suoi frammenti diano vita a una nuova immagine. Torna da noi come uno straniero e ci invita a sacrificare il nostro corpo sull’altare dell’Ignoto e del Trascendente. In tempi difficili, come i nostri, mentre il faro del teatro continua a illuminare se stesso, Dioniso ci invita a illuminare il futuro con la luce della vita, e ricostruirci, insieme, come Mito».
IL CAST E LA STRUTTURA DELLO SPETTACOLO
Il cast vede la partecipazione di interpreti del panorama teatrale italiano. Roberto Latini ricopre il ruolo di Dioniso, mentre Alvia Reale interpreta Agave. Accanto a loro figurano Enzo Vetrano nei panni di Cadmo, Stefano Randisi nel ruolo di Tiresia e Marco Cacciola in quello di Penteo. La struttura dei personaggi è completata da Paolo Musio come Corifeo, Gemma Carbone come Corifea, Giulio Germano Cervi nel ruolo del Primo Messaggero e Rocco Ancarola in quello del Secondo Messaggero.
Il Coro è composto da dodici elementi: Francesco Cafiero, Bianca Cavallotti, Brigida Cesareo, Riccardo Dell’Era
Davide Giabbani, Federico Girelli, Bianca Mangelli, Marica Nicolai, Nicoletta Nobile, Giorgio Ronco, Matteo Sangalli, Magdalena Soldati. La
componente sonora è basata sulle musiche originali composte da Panagiotis Velianitis.





