“Si torna a Napoli”. Ad annunciarlo uno dei comici partenopei più apprezzati all’ombra del Vesuvio e oltre, Simone Schettino. Appuntamento sabato 27 luglio 2024 a via Bosco di Capodimonte – fronte Porta Piccola, per uno spettacolo a ingresso gratuito, posti a sedere fino ad esaurimento, in occasione della manifestazione “Feste d’identità e del territorio”.
Di nuovo nella sua amata Napoli.
“Ebbene sì, sarò presente, sempre in veste di monologhista, nel mio territorio. Parlerò, come sempre, di temi di stretta attualità, ovviamente il tutto in chiave ironica”.
Ce ne spoilera uno?
“Parlerò di questa società del consumismo in cui il raggiungimento della felicità è una chimera, gli anziani sono ignorati e considerati un peso, e non ci sono più i ruoli”.
Ci spieghi.
“Userò la mia comicità per sottolineare come oggi non esistano più i ruoli definiti tra genitori e figli, tra insegnanti e alunni; c’è troppa confusione. Inoltre non consideriamo gli anziani come una risorsa di energia e saggezza a cui attingere, ma come un grande peso. E’ la società del consumismo, dove passiamo la vita a inseguire standard estetici ed economici che non raggiungeremo mai, perché la società ce ne porrà sempre di nuovi e più elevati. Oggi non è più il ‘Cogito ergo sum’ di Cartesio, bensì ‘Consumo ergo sum’: esisto solo perché consumo”.
Sabato si esibirà in occasione della manifestazione ‘Feste d’identità e del territorio’. Lei quanto è legato al suo?
“Devo tanto alle mie origini, il rifiuto di queste nasce solo dall’insoddisfazione di qualcuno. Io sono di Castellammare, e sono tanto legato a Napoli e a tutta la zona vesuviana, sono la mia casa e la mia fonte di ispirazione. Quando mi chiedono: cosa porteresti in valigia in un viaggio? Io rispondo sempre: la voglia di tornare a casa”.
Uno spettacolo in una calda sera di luglio: il teatro d’estate andrebbe più incentivato?
“Assolutamente sì. Ma incentiverei in generale teatro e cinema, che potrebbero rischiare di chiudere per sempre a causa delle nuove generazioni”.
Perché?
“Perché la loro soglia di attenzione continua certificata è di circa un paio di minuti, per poi rivolgersi al proprio smartphone o ad altro. E’ anche questa la causa del successo delle piattaforme streaming, perché lì esiste il tasto pause. Perciò la durata media di un film, diventa di 3 o 4 ore. A noi comici durante uno spettacolo, non puoi certo metterci in pausa per fare una storia sui social. Parlerò anche di questo nel mio spettacolo, ovviamente rigorosamente in chiave ironica”.

Progetti?
“Cercherò di fare cose nuove sul web, laddove la comicità si è un po’ ‘ingolfata’ a causa dell’eccessiva offerta. Poi c’è il teatro: a marzo 2025 sarò al Teatro Troisi di Napoli con Francesco Procopio in una nuova commedia, che verrà ‘congelata’ successivamente e riproposta l’anno successivo. Poi ho un sogno”.
Ce lo racconta?
“Per i miei 30 anni di carriera mi piacerebbe fare una sorta di grande maratona di 6-7 ore di spettacolo: sarebbe veramente un sogno non dover tagliare alcuni testi e ricevere l’attenzione e l’affetto del pubblico così a lungo”.
