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Shakespeare torna a Verona

Danila Liguori

Shakespeare e Verona, un connubbio destinato a durare nel tempo. Il celebre e immortale poeta inglese torna nella città italiana che in qualche modo più lo rappresenta. Nell’inossidabile duo prende parte anche Declan Donnellan, uno dei registi shakespeariani di maggior influenza. Il luogo del magico incontro sarà la 78ª Estate Teatrale Veronese. Al Teatro Romano, con “I due gentiluomini di Verona”, il maestro britannico firma infatti uno degli appuntamenti più attesi dell’estate culturale italiana, inaugurando così il Festival che avrà luogo dal 25 giugno al 18 settembre 2026.

DONNELLAN E SHAKESPEARE 

“Rispolverare” l’opera di Shakespeare rendendola e riscoprendola più moderna sarà uno dei compiti del regista Donnellan. Considerato il Big Bang del mito shakespeariano, il testo contiene già i germi di temi che diventeranno centrali nella produzione del Bardo: l’esilio, il balcone, la notte galeotta e la fuga di giovani amanti verso il bosco. È proprio tra queste pagine che inizia a tratteggiarsi quell’immaginario che troverà il suo culmine tragico in Romeo e Giulietta.

Donnellan, maestro nel decifrare l’animo umano, scava nella psicologia di un’opera spesso sottovalutata, portando alla luce una verità profonda: “per essere pienamente umani, dobbiamo saper recitare un ruolo. Il travestimento non è un semplice inganno, ma una prospettiva trasgressiva necessaria per affermare la propria identità. In questo labirinto di passioni, l’amore si rivela come un atto radicale di attenzione verso l’altro, visto finalmente come individuo unico. Tra amicizie messe a ferro e fuoco e amanti confusi nel loro desiderio, Donnellan costruisce un rito collettivo dove l’attore è al centro di tutto, senza orpelli, nudo di fronte alla propria verità e al pubblico”. Un omaggio a Verona e al genio di chi ha saputo leggere il cuore dell’uomo prima di chiunque altro. Un appuntamento imperdibile tra l’eccellenza internazionale e il cuore pulsante del mito, dove amicizia, desiderio e tradimento si intrecciano inesorabilmente sulla strada da Verona a Milano.

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Una scena de “I due gentiluomini di Verona”

INFO SU “I DUE GENTILUOMINI DI VERONA”

La rappresentazione “I due gentiluomini di Verona” sarà nterpretato in lingua spagnola con sovratitoli in italiano e inglese in prima nazionale il 25 e 26 giugno 2026 al Teatro Romano. L’Estate Teatrale Veronese sarà diretta per il primo anno da Fabrizio Arcuri. L’ adattamento teatrale è di Declan Donnellan e Nick Ormerod, con Jorge Basanta, Prince Ezeanyim, Alberto Gómez Taboada, Rebeca Matellán, Manuel Moya, Alfredo Noval, Carmen Mayordomo, Antonio Prieto, Irene Serrano. Traduzione e consulenza drammaturgica di Josete Corral, scenografie e costumi di Nick Ormerod, luci di Ganecha Gil, video design di Celeste Carrasco e sound design di Sandra Vicente e Kevin Dornan. Lemusiche di Marc Álvarez, le coreografie di Amaya Galeote, la produzione esecutiva di Elisa Fernández, assistente alla regia Josete Corral per una produzione CNTC (Compañía Nacional de Teatro Clásico), LAZONA, Cheek by Jowl.

DONNELLAN E ORMEROD

Donnellan può considerarsi il faro dell’innovazione teatrale mondiale, l’interprete definitivo di Shakespeare. Fondatore di Cheek by Jowl, ha rivoluzionato la scena con una ricerca sull’attore cristallizzata nel saggio cult The Actor and the Target. I suoi spettacoli, acclamati nei maggiori festival del mondo, rinnovano il linguaggio registico spogliando i classici per restituirne la verità bruciante. Con “I due gentiluomini di Verona”, Donnellan esplora i labirinti del desiderio e dell’identità, reinventando il presente. Un evento di portata globale in cui il teatro, indagando l’amore e l’anima, ritrova la sua essenza più profonda e visionaria.

Ormerod è alchimista  un dello spazio tra scena e cinema, anima visiva di Cheek by Jowl e partner di Donnellan dal 1981, è l’architetto di un’estetica vibrante che spazia dal teatro al cinema d’autore. Dalla maestria per il grande schermo — come nel sontuoso Bel Ami dal romanzo di Maupassant con Robert Pattinson e Uma Thurman — Ormerod porta un linguaggio capace di trasfigurare ogni spazio in un ambiente evocativo. Nelle sue creazioni, acclamate nei festival mondiali, lo spazio respira con la drammaturgia. Per I due gentiluomini di Verona, firma un impianto mutevole che asseconda l’energia e le metamorfosi shakespeariane, rendendo ogni cambio di scena un battito poetico e universale.

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