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“Zucchero amaro”: fede e criminalità

Angela Matassa

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Cambia sguardo Fortunato Calvino con Zucchero amaro”, lo spettacolo in scena al Ridotto del Teatro Mercadante di Napoli fino al 25 gennaio 2026. Non più omosessuali, trans e spacciatori, ma solo donne. Cinque, per affrontare il tema della violenza e della lotta tra bene e male, che attanaglia la città di Napoli.

L’azione si svolge ai Quartieri Spagnoli, non perfettamente delineati, ma quartieri del mondo, in cui si scontrano l’ingenuità, la normalità, la buona educazione di due sorelle, con la prepotenza e la sopraffazione della camorra. Tre donne, imparentate e appartenenti allo stesso clan, le minacciano e le costringono alle loro regole.

Gina e Laura abitano nel loro appartamento-rifugio nei vicoli, buio ma ben arredato, in cui convivono con le anime dei parenti morti, come in una chiesa, carica di foto e di simboli, venerati dalla religiosissima Gina.

Allegra e amante della vita è invece la sorella Laura. Entrambe sognano: l’una, sconvolta da incubi causati dai comportamenti dei malavitosi. L’altra affascinata  dalla favola di un grande amore, fatto di giovani aitanti e sultani.

I TEMI DI CALVINO

Il testo di Calvino, che cura la regia della messinscena, è coerente con la sua produzione. In questo caso, però, egli insiste soprattutto sul concetto di sopraffazione, sull’atteggiamento predatorio della camorra, per raccontare le contraddizioni di un territorio bello, ma perverso.

Tre “femmene boss”, con le armi in pugno sono un’immagine di grande violenza. “Chesta casa ce piace – dicono, vestite a lutto per le troppe perdite – e deve  essere nostra”.

Lo spettacolo, però, mantiene una certa levità, grazie al personaggio di Laura, una magnifica Rosaria De Cicco, che svampita e inconsapevole, dona un tocco di leggerezza all’argomento, strappando anche qualche sorriso.

Così, un po’ perché può capitare. Un po’ perché la vittima si ribella all’arroganza del potere, lo spettacolo offre una via d’uscita con il finale a sorpresa.

Tutte brave le attrici, una perfetta Antonella Cioli, contraltare della sorella, e le tre criminali , Stella Cerciello, Fabiana Fazio, Eleonora Flauto tutte in parte. La musica di Paolo Coletta, i costumi di Anna Maria Morelli e le scene curate dalle allieve della scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, il disegno luci di Carmine Pierri ben completano l’allestimento.

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