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CTF 2026. Segreti troppo a lungo taciuti

Angela Matassa

E’ uno spettacolo a sorpresa, carico di segreti, perché “Il terzo incomodo” del titolo si manifesta sulla scena dopo i primi due personaggi. Due fratelli Sasà (Adriano Pantaleo) e Gianluca (Giuseppe Gaudino), figli dello stesso padre ma di madri diverse, s’incontrano alla “casa sul mare” lasciata in eredità dal genitore appena morto. Al Teatro Nuovo di Napoli, per il Campania Teatro Festival, il 10 luglio 2026.

Litigano i due, ricordando l’infanzia, rinfacciandosi azioni o gesti poco affettuosi, per tornare, praticamente, alla discussione sulla vendita della sgarrupata casetta e alla parte che spetta a ciascuno di loro.

All’improvviso, arriva dal mare un terzo uomo, poco più grande di loro. Un altro fratello? Quindi una terza famiglia alle spalle. Le domande si accavallano. L’uomo (l’”Alfredino” di Francesco Di Leva) si muove nel piccolo appartamento con grande disinvoltura, scatenando interrogativi tra i due fratelli che si guardano, sussurrano e non osano parlare. Dopo un divertente battibecco di domande fra i tre, senza risposte, il nuovo venuto spiega ai ragazzi di essere stato il “fidanzato” di Raffaele, il loro “amato” padre.

LA SCOPERTA DEI SEGRETI NASCOSTI

segreti
Giuseppe Gaudino e Adriano Pantaleo

A questo punto è tutta una girandola di supposizioni, di stupore, di rifiuti, di ricordi offuscati. Ma una scatola di fotografie, che ritrae i due uomini insieme e in pose inequivocabili, convincono Sasà e Gianluca dell’incredibile verità. In realtà, nessuno dei due conosceva veramente il padre, non si sono sentiti amati né seguiti dall’uomo dal grande segreto.

IL BELL’ALLESTIMENTO DI GIUSEPPE MIALE DI MAURO

La bella regia di Giuseppe Miale di Mauro, senza sbavature né inutili orpelli, aiuta l testo di Ivan Cotroneo ad emergere nel suo misurato svolgersi dell’azione, fino alla nuova sorpresa nel finale: i due fratelli diffidenti accettano la situazione, accogliendo nella grande famiglia anche “uno sconosciuto qualunque”.

Qualche nota Anni Settanta accompagna i momenti di pausa. Il gioco di luci (di Luigi Biondi e Desideria Angeloni) crea l’atmosfera del ricordo, il rumore del mare lascia immaginare la spiaggia sulla quale posa la casa. Mentre sul velatino scorrono immagini familiari di ieri e di oggi, nel sound designer di Italo Buonsenso. Firmano scene e costumi rispettivamente Luigi Ferrigno e Giovanna Napolitano.

UNA COMPAGNIA AFFIATATA

Ancora una volta la Compagnia del NEST conferma l’affiatamento tra tutti i componenti, in uno spettacolo gradevole, divertente e ironico, che tocca il difficile tema dei rapporti familiari, dei valori, dell’ipocrisia, dei segreti a lungo taciuti, dei dubbi e dei pregiudizi. “La credibilità della storia – aveva detto il regista – dipende tutta dalla capacità degli attori di attraversare diversi stati emotivi, spesso anche contraddittori, in modo autentico e senza mai forzare la mano, in cui la comicità emerge dalle situazioni, dal carattere dei personaggi, dalla loro incapacità di comunicare davvero”.

Così è stato. “Il terzo incomodo” è una macchina che funziona alla perfezione, molto gradita dal pubblico che ha applaudito a lungo.

(In copertina Francesco Di Leva – foto NT)

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