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Alla Fenice i capolavori senza tempo di Martha Graham

Andrea Di Maso

A cent’anni dalla sua fondazione, la Martha Graham Dance Company torna in Italia e approda al Teatro La Fenice con uno spettacolo che celebra la forza rivoluzionaria di Martha Graham. La compagnia, tra le più importanti della modern dance americana, mancava da Venezia da oltre cinquant’anni. Le repliche in programma dal 6 al 10 maggio 2026 riportano sul palcoscenico lagunare alcuni dei capolavori che hanno cambiato per sempre la storia della danza.

Martha Graham Dance Company - una scena
Martha Graham Dance Company – una scena

MARTHA GRAHAM: L’ARTISTA

Martha Graham è stata una delle figure artistiche più influenti del Novecento. Al pari di Picasso, Stravinskij o Frank Lloyd Wright, ha trasformato il linguaggio della propria arte. Nata nel 1894, iniziò a studiare danza relativamente tardi, ma sviluppò presto una tecnica personale fondata sulla contrazione e il rilascio del corpo. La danza, per Graham, non era semplice eleganza estetica: diventava emozione pura, tensione interiore, racconto umano. Attraverso il respiro e il movimento, il corpo poteva esprimere dolore, desiderio, paura e speranza.
Con oltre centottanta coreografie create durante la sua carriera, Graham rivoluzionò il balletto tradizionale. I suoi lavori abbandonarono la leggerezza classica per cercare una verità più profonda e terrena. La sua influenza si estese ben oltre la danza contemporanea, segnando teatro, cinema e arti visive.

Anche il suo impegno civile lasciò un segno importante. Nel 1936 rifiutò l’invito a partecipare alle Olimpiadi di Berlino, opponendosi apertamente al regime nazista. Graham dichiarò che non avrebbe potuto esibirsi in un Paese che perseguitava artisti e cittadini ebrei. Una scelta coraggiosa, che confermò la sua idea dell’arte come gesto etico oltre che creativo.

Martha Graham Dance Company - una scena
Martha Graham Dance Company – una scena

LO SPETTACOLO

Il programma veneziano attraversa alcune delle sue opere più celebri. “Lamentation” (1930), interpretato quasi interamente da seduta, mostra una figura avvolta in un tessuto viola che si deforma sotto la tensione del corpo. Il dolore prende forma attraverso linee spezzate e movimenti trattenuti, creando una sorta di scultura vivente di straordinaria intensità.
In “Diversion of Angels” (1948), invece, la scena si apre a un inno luminoso sull’amore. I colori dei costumi rappresentano diverse stagioni sentimentali: il bianco dell’amore maturo, il rosso della passione, il giallo dell’innocenza giovanile. I danzatori costruiscono immagini armoniose e poetiche, quadri in movimento che sembrano sospesi nel tempo.
Più drammatico è “Chronicle” (1936), nato come risposta alla minaccia del fascismo in Europa. Qui la danza diventa denuncia e memoria. I corpi attraversano lo spazio con energia severa e potente, evocando paura, resistenza e dignità umana.
Accanto ai lavori storici, la compagnia presenta “En Masse” di Hope Boykin, creato per il progetto GRAHAM100. La coreografia unisce musica di Leonard Bernstein e Christopher Rountree, raccogliendo l’eredità artistica di Graham e traducendola in un linguaggio contemporaneo.
Lo spettacolo della Martha Graham Dance Company alla Fenice non è soltanto un omaggio alla storia della danza. È un viaggio nella potenza espressiva del corpo umano, capace ancora oggi di trasformare il movimento in arte eterna.

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