La rassegna Pompeii Theatrum Mundi 2026 ospita un nuovo appuntamento di rilievo internazionale. Venerdì 26 e sabato 27 giugno, alle ore 21 il Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei diventa lo scenario per l’anteprima site-specific di L.A.V.A. Questa coreografia nasce dalla collaborazione tra i coreografi Emio Greco, Pieter C. Scholten e Roberto Zappalà.
L’evento rappresenta il secondo tassello del festival promosso dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale. La performance unisce la ricerca sul movimento alla suggestione storica di uno dei siti archeologici più noti al mondo.
IL CONCETTO COREOGRAFICO TRA GEOLOGIA E IMPULSI UMANI
La struttura di L.A.V.A. analizza l’analogia tra i movimenti della crosta terrestre e le reazioni psicologiche delle persone. Il concetto di fondo si basa sull’accumulo del magma nel sottosuolo, che cerca una via di fuga attraverso le fratture della roccia. Allo stesso modo, le tensioni emotive e sociali si stratificano all’interno delle comunità e dei singoli corpi fino a generare un cambiamento.
Il titolo dell’opera si sviluppa anche come un acronimo che descrive un percorso preciso: lotta, avversione, vuoto e astrazione. Questo schema lineare mostra il passaggio dalla fase del conflitto a quella della trasformazione finale. Sul palco si concretizza un itinerario fisico e acustico incentrato sui concetti di resistenza e flusso.
SCONTRO DI LINGUAGGI E STRUTTURA SONORA
La performance si sviluppa in uno spazio condiviso dove stili di movimento differenti entrano in contatto per generare soluzioni corporee inedite. I danzatori si avvicinano, si scontrano e si separano, costruendo una coreografia basata sull’attrito piuttosto che sulla coordinazione simmetrica. Questo approccio invita il pubblico a riflettere sulla gestione delle differenze come risorsa di sviluppo.
La componente acustica, curata da Salvador Breed, opera in modo indipendente rispetto ai corpi. Il disegno sonoro propone ritmi elettronici e texture musicali che generano una costante sensazione di attesa. Le frequenze basse supportano e interrompono i movimenti dei ballerini, mantenendo alta l’attenzione dello spettatore per tutta la durata dell’esibizione. I costumi sono realizzati da Clifford Portier.
IL RUOLO DELLO SPAZIO ARCHEOLOGICO DI POMPEI
Nella versione ideata per le due date campane, l’architettura antica del Teatro Grande non funge da semplice elemento decorativo. I corpi dei danzatori, l’impianto sonoro e le pietre storiche si fondono in un unico sistema di risonanza. Il pubblico si trova al centro di questa interazione energetica, facilitata dal disegno luci e dall’allestimento scenico curato dagli stessi coreografi.
Lo spettacolo vede in scena i professionisti di due diverse realtà europee: Compagnia Zappalà Danza: Samuele Arisci, Loïc Ayme, Faile Sol Bakker, Anna Forzutti, Silvia Rossi, Alessandra Verona. ICK Dans Amsterdam: Victor Callens, William Philbert, Emma Shelly, Payton St.John, Ricardo Vasquez Allen, Fiona Yau.
La produzione è il risultato della sinergia tra Scenario Pubblico – Compagnia Zappalà Danza e ICK Dans Amsterdam, con la co-produzione del Teatro Stabile di Catania. Il progetto si avvale della collaborazione del Meervaart Theater Amsterdam, del Julidans Festival e del Teatro di Napoli, oltre al patrocinio dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e al supporto del Ministero della Cultura e della Regione Siciliana.
DOPO IL DEBUTTO IL TOUR EUROPEO
Dopo le due serate speciali all’interno del Parco Archeologico, il progetto inizierà la sua tournée ufficiale con il debutto in prima assoluta ad Amsterdam nei primi giorni di luglio, per poi toccare diverse città europee e italiane durante la stagione autunnale e invernale.





