La Biennale Teatro 2026 al Teatro dei Soppalchi all’Arsenale di Venezia ospita in prima assoluta “Imago Vocis | spacetime in-between”, uno spettacolo di circa 60 minuti che si imprime come un’esperienza sensoriale totalizzante.
Ideazione e regia sono firmate da Alberto Colombo Sormani, che intreccia la vocazione teatrale con lo studio dell’astrofisica e una profonda attenzione alle nuove tecnologie. I testi, scritti da Greta Milani e dallo stesso Colombo Sormani, si muovono in equilibrio tra parola poetica e riflessione scientifica, ispirandosi alle teorie della meccanica quantistica: un mondo relazionale, fluido, dove nulla esiste in modo isolato, ma tutto prende forma attraverso una rete di interazioni.
Imago Vocis – una scena
IN SCENA
In scena, due sole presenze: Greta Milani e Greta Tommesani. Due attrici che diventano materia viva di un intreccio continuo di corpi e voci. Non interpretano personaggi nel senso tradizionale, ma incarnano un legame in trasformazione. Si avvicinano, si sfiorano, si sovrappongono; si dissolvono in ombre e riemergono come presenze mutate. La loro identità non è mai fissa: emerge, si modifica, si disperde nella relazione. È il rapporto stesso a diventare protagonista.
SUONI E IMMAGINI
Il visual design di Giulia Nespoli e il sound design di Daniele Carcassi costruiscono un dispositivo immersivo che cattura e manipola suoni e immagini in presa diretta. Microfoni e videocamere registrano vibrazioni, respiri, dettagli impercettibili che vengono immediatamente trasformati, amplificati, distorti. L’audio-video non è semplice supporto, ma strumento di rivelazione: rende visibili tracce e deformazioni che sfuggono allo sguardo ordinario.
Le proiezioni video avvolgono i corpi, li moltiplicano, li frantumano in nuvole di pixel e ombre liquide. I giochi di luce di Luca Ferro scolpiscono lo spazio in tagli netti e improvvisi abissi. Le scene e i costumi di Alberto Favretto contribuiscono a creare un ambiente sospeso, quasi cosmico, in cui il confine tra materia e immagine si fa poroso. La musica, a tratti assordante, proietta il pubblico in un’altra dimensione: una condizione liminale in cui il tempo sembra dilatarsi e lo spazio vibrare.
DRAMMATURGIA DI IMAGO VOCIS
Fondamentale è la presenza di Willem Dafoe come tutor del progetto. La sua figura, punto di riferimento internazionale per la ricerca scenica, accompagna e sostiene il percorso creativo, imprimendo al lavoro un respiro ancora più ampio. Accanto a lui, il tutor per la drammaturgia Davide Carnevali contribuisce a strutturare una scrittura che oscilla tra filosofia e carne, tra teoria e vibrazione emotiva. L’assistenza alla regia di Valeria Torresan completa un team compatto e visionario.
Imago Vocis – una scena
“Imago Vocis” non è soltanto uno spettacolo, ma un’esperienza di attraversamento. Tra nuvole artificiali, effetti speciali, ombre che si allungano come presenze autonome e parole che si scompongono in eco e risonanze, lo spettatore viene invitato a percepire una realtà altra. Una realtà in cui tutto è relazione, in cui i corpi non sono entità chiuse ma campi di forze, e la voce stessa diventa materia plasmabile.
In questo “spacetime in-between”, Alberto Colombo Sormani costruisce un teatro che guarda alle stelle senza perdere il contatto con la pelle. Un teatro che, come la meccanica quantistica a cui si ispira, ci ricorda che nulla esiste da solo: tutto accade nell’incontro.