Marilyn Monroe, il volto dietro il mito alla National Portrait Gallery
Andrea Di Maso
Arte
15 Luglio 2026
Il percorso si apre con una fototessera. Un’immagine essenziale, quasi burocratica, lontana da qualsiasi costruzione divistica. È da qui che la National Portrait Gallery di Londra sceglie di iniziare il racconto dedicato a Marilyn Monroe nel centenario della sua nascita: dalla giovane Norma Jeane, prima che il cinema, la fotografia e l’immaginario collettivo trasformassero il suo volto nell’icona più celebre del Novecento.
Marilyn Monroe in “Fermata d’autobus”
LA MOSTRA
La mostra dal titolo: “Marilyn Monroe: A Portrait” non è soltanto un omaggio alla star di Hollywood, ma una riflessione sul processo di costruzione del mito nell’epoca della cultura di massa. Attraverso fotografie, documenti, costumi di scena, filmati e opere d’arte, l’esposizione ricompone la parabola umana e artistica di una donna la cui immagine continua a esercitare un’influenza straordinaria sulla cultura visiva contemporanea.
Il racconto prende le mosse da un’infanzia segnata dall’instabilità e dall’abbandono. Norma Jeane trascorse gli anni della formazione tra famiglie affidatarie e orfanotrofi, in una continua ricerca di un luogo cui appartenere. Ancora adolescente, si sposò per sottrarsi all’ennesimo trasferimento in istituto, una scelta imposta dalle circostanze più che dal sentimento. Il lavoro come operaia durante la Seconda guerra mondiale e l’incontro con un fotografo militare segnarono l’inizio della carriera da modella, preludio all’ingresso negli studios hollywoodiani e alla nascita di Marilyn Monroe.
Marilyn fotografata da Philippe Halsman
MARILYN E LA FOTOGRAFIA
Uno degli aspetti più interessanti dell’esposizione è il dialogo con i fotografi che contribuirono a costruire, ma anche a interrogare, la sua immagine. Organizzata in diverse sezioni, la mostra segue l’evoluzione del suo volto pubblico attraverso gli obiettivi dei grandi protagonisti della fotografia del Novecento. Le fotografie degli esordi restituiscono la freschezza della giovane modella; quelle realizzate sui set cinematografici documentano invece la progressiva consapevolezza del proprio ruolo di attrice e di icona.
Particolarmente intensa è la sezione dedicata a “The Misfits” (Gli Spostati), ultimo film completato da Marilyn Monroe, dove gli scatti di scena rivelano una figura fragile e profondamente introspettiva. Accanto a queste immagini trovano spazio fotografie che la ritraggono sulla spiaggia, in momenti di apparente serenità, e quelle che documentano la relazione con Arthur Miller, compagno di vita e interlocutore intellettuale in una fase decisiva della sua esistenza.
Marilyn fotografata da Philippe Halsman
MITO E ICONA
Una sala è riservata ai costumi che hanno contribuito a fissare Marilyn nell’immaginario collettivo. Gli abiti di “Gli uomini preferiscono le bionde” e “Il principe e la ballerina” testimoniano come il costume cinematografico sia diventato parte integrante della costruzione del personaggio pubblico. Poco oltre, uno schermo propone una selezione delle scene più celebri dei suoi film, ricordando come il linguaggio del cinema abbia trasformato quei gesti, quegli sguardi e quella presenza scenica in immagini universali.
Il percorso si conclude con l’eredità culturale di Marilyn Monroe. Le celebri serigrafie di Andy Warhol rappresentano il punto di arrivo di questa trasformazione: il volto dell’attrice diventa un’icona riproducibile all’infinito, simbolo della Pop Art e della riflessione sul rapporto tra celebrità, consumo e riproduzione dell’immagine.
La locandina della mostra
La forza della mostra risiede proprio nella sua capacità di tenere insieme due narrazioni. Da un lato la costruzione del mito, alimentata dal cinema, dalla fotografia e dall’arte; dall’altro la vicenda di una donna segnata da una costante ricerca di sé. Dietro il sorriso che ha attraversato il Novecento emerge così una Marilyn più autentica, vulnerabile e malinconica, il cui fascino continua a risiedere proprio nella tensione irrisolta tra persona e leggenda.
Se il pezzo è destinato a un inserto culturale, si potrebbe accentuare ulteriormente il riferimento alla storia della fotografia e al ruolo di Marilyn Monroe come costruzione iconografica del XX secolo.
Le fotografie sono di Andrea Di Maso
INFO
Mostra “Marilyn Monroe: A Portrait” alla National Portrait Gallery di Londra
fino al 31 luglio 2026 – Biglietti – intero €15 – ridotto €12