
Rimandata a causa degli incendi di Los Angeles che hanno raso al suolo interi quartieri e mandato in fumo non poche ville delle stelle di Hollywood, le nomination agli Oscar sono arrivate il 23 gennaio scorso.
L’immagine virale della mitica statuetta dorata tra le ceneri ha fatto il giro del mondo (e forse era solo l’ennesima foto prodotta con l’intelligenza artificiale), esorcizzando l’annuncio delle candidature 2025.
THE BRUTALIST E ADAM BRODY 20 ANNI DOPO L’OSCAR PER IL PIANISTA
La cerimonia si terrà il 2 marzo prossimo, facendo i dovuti scongiuri, e proprio l’intelligenza artificiale è protagonista delle prime polemiche sul suo utilizzo in post-produzione, tra effetti speciali e montaggio, da parte di uno dei front runner di questa edizione: The brutalist di Brady Corbet, 10 nomination tra cui quella al miglior film e al suo protagonista, già premiato 22 anni fa per Il pianista di Roman Polanski, ovvero Adam Brody. Gli fa compagnia tra le comprimarie Felicity Jones.
EMILIA PEREZ, 13 NOMINATION

Lo sfidante maggiore è senz’altro Emilia Perez di Jaques Audiard, forte delle 13 nomination tra le quali spiccano quelle a film, regista, sceneggiatura e attrici: Zoe Saldana (favorita tra le non protagoniste) e Karla Sofia Gascon, prima attrice spagnola, nonché transgender, nella cinquina per la migliore attrice.
Con buona pace del neo insediato presidente Trump, il quale solo pochi giorni prima aveva ribadito l’esistenza di due soli generi all’inauguration day (tra i migliori attori candidati c’è anche Sebastian Stan per il ruolo di The Donald nel film The Apprentice sul tycoon).
IL RITORNO DI DEMI MOORE CON THE SUBSTANCE
La Gascon si giocherà il titolo con una candidata di prim’ordine, sempre snobbata dal circuito dei premi: Demi Moore in The Substance. Il body horror psycho thriller di genere gore splatter, vera rivelazione dell’anno, passato al Festival di Cannes come la Perez e diretto da una francese anch’esso, è il riscatto di un’intera carriera per la mai dimenticata attrice di Ghost, impegnata in una prova maiuscola.
WICKED

Fa piacere vedere in gara anche la Cynthia Erivo di Wicked, la migliore del primo capitolo sulle streghe del Mago di Oz (candidata anche la collega di set Ariana Grande).
ISABELLA ROSSELLINI NEL SEGNO DI MAMMA INGRID
Non vinceranno, la Grande dovrà vedersela con la Saldana e con la nostra Isabella Rossellini: prima nomination in 70 anni con una filmografia di tutto rispetto alle spalle e un cognome che profuma di Storia del Cinema.
La figlia degli immensi Roberto Rossellini e Ingrid Bergman recita solo in 6 minuti di Conclave ma la sua suora ha lasciato il segno, come il cardinale decano interpretato da Ralph Fiennes.
IL BOB DYLAN DI CHALAMET
L’attore inglese è in gara con i già citati Brody e Stan, e soprattutto con Timothée Chalamet nei panni dell’iconico Bob Dylan in A complete Unknown di Mangold, che quasi 20 anni fa fece vincere l’Oscar a Reese Witherspoon col biopic musicale su Johnny Cash Walk the line.
GLI ESCLUSI
Delusione per la Callas di Angelina Jolie in Maria di Larrain; per Luca Guadagnino (Challengers e Queer ignorati); per Almodovar e le sue Tilda Swinton e Julianne Moore de La stanza accanto; per Clint Eastwood e il suo Giurato numero due; per Francis Ford Coppola e il suo Megalopolis; e per l’italiano Vermiglio che ha mancato il posto tra i migliori film esteri.
Quest’anno i competitor stranieri erano davvero troppo forti (persino un suggestivo film d’animazione per la Lettonia) e forse sarebbe stato più saggio candidare Parthenope di Sorrentino.
