
Quando il Teatro si nutre dei nuovi media e delle forme di comunicazione digitali più fresche ed efficaci, i risultati sul palco possono essere interessanti. Se a questo ci aggiungiamo i demoni della nostra attualità, recuperando sia il loro antico significato filosofico, sia quello di maschera (essenza stessa del palcoscenico), lo spettacolo è assicurato al Teatro Arcas di Napoli (in via Veterinaria), dove il 27 gennaio 2026 alle 20.30 andrà in scena “Demons live show”, tratto dall’omonimo podcast di Maldestro, che ci racconta lo stato dell’arte della stand up comedy oggi. Senza dimenticare quei demoni che si aggirano tra noi, ferocemente sul pezzo ogni giorno nella folla, “ritratti” su Spotify, YouTube e Instagram, tra social media e piattaforme di video e music sharing.
Come si sta sviluppando oggi l’interazione tra podcast e teatro?
“Si sta sviluppando molto bene perché il pubblico vive un’esperienza reale, tangibile, attraverso l’artefatto del teatro. È questo il Big Bang che mi piace: stare nella realtà con molta fantasia”.
Quali sono i Demons della società attuale, secondo lei?
“Dovrei fare una lista infinita e non mi sembra il caso. Il più preoccupante secondo me, è il demone della menzogna, della menzogna che l’essere umano giorno dopo giorno si costruisce per vivere in funzione degli altri. E allora le relazioni sono costruite su basi molto fragili o meglio ancora, su basi inesistenti. Se gli esseri umani costruiscono sulla menzogna le proprie relazioni, anche le società vengono fuori deboli, pericolose”.
Chi sarà l’ospite speciale del talk di Demons live show al teatro Arcas?

“Ne ho invitati due. Ci sarà Davide Ddl, apparso anche su Comedy Central Italia, perché mi piace il suo racconto, il suo modo di affrontare le dinamiche sociali di questi tempi, senza farsi condizionare dalla censura mascherata dal politically correct. A lui si aggiungerà Antonio Pascale: scrittore, saggista, ispettore agrario e autore di libri come La manutenzione degli affetti, Le attenuanti sentimentali, La foglia di fico, arrivato finalista al Premio Campiello, e del recente Cose umane. I suoi lavori sono stati tradotti in più lingue ed è stato premiato in tutta Italia”.
La stand up comedy si sta evolvendo attraverso la modalità del podcast?
“Credo di sì. In fondo il podcast è un microfono messo lì a disposizione e per la stand up un “altoparlante” e la libertà di esprimersi significano tutto”.
Qualche anticipazione sui progetti futuri del podcast Demons?
“Demons è sempre alla ricerca di movimento, di interazione. Vuole spostarsi, girare, creare una realtà sempre più solida, dentro la quale l’umanità possa essere e sentirsi – semplicemente e beatamente – composta da esseri umani”.
Un appuntamento che combina narrazione e partecipazione, dove gli spettatori interagiscono in maniera diretta con gli attori, provando tante sensazioni diverse che vanno dall’olfatto all’udito. Il tutto condito con grande ironia e incursioni musicali e poetiche, per far vivere un’esperienza teatrale unica.
