Drammaturgia della vacuità

Redazione

Una scena dello spettacolo

Mariano Rigillo con la regia di Claudio Di Palma, porta in scena al teatro Mercadante di Napoli dall’11 al 22 aprile, Ferito a morte di Raffaele La Capria. Lo spettacolo, presentato come studio al Napoli Teatro Festival Italia 2011 e nella versione teatrale al Festival Benevento Città Spettacolo dello scorso settembre, vede in scena anche Elena Cepollaro, Andrea De Goyzueta, Antonio Marfella, Alfonso Postiglione, Anna Teresa Rossini.

A cinquant’anni dalla sua pubblicazione nel 1961, “il libro della giovinezza trascorsa a Napoli tra il silenzio del mondo sottomarino e la chiacchiera della borghesia locale che affolla i Circoli nautici”, con il quale La Capria si aggiudicò il prestigioso Premio Strega, rivive ora a teatro.

“Ri-Leggere Ferito a morte. – spiega Di Palma – Non rileggere per reinterpretare sofisticando, ma rileggere nel senso più proprio del termine, ovvero: leggere ancora. Farlo secondo una procedura teatrale in grado di proporre una sinossi ricreativa ed esaustiva dell’articolata testualità di La Capria. Rileggere per restituire, con codici espressivi diversi, l’emblematica veridicità dei luoghi in cui La Capria inquadra la borghesia napoletana di metà Novecento che inscena una drammaturgia della vacuità e dello spreco del tempo. Rileggere per rimisurare quel tempo dilatato di Ferito a morte in cui una sola “bella” giornata sembra continuamente frammentarsi e ricomporsi in anni diversi. […] Rileggere Ferito a morte, insomma, per percepire inspiegabilmente e momentaneamente il respiro di quella vita che è stata mentre ci si occupava d’altro”.

Categorie

Ultimi articoli

Social links

Nuovo progetto

Notizie Teatrali © All rights reserved

Powered by Fancy Web