
Si è difeso bene sulla Croisette all’ultimo Festival di Cannes, dove era l’unico film italiano in concorso per il Belpaese, e anche agli ultimi Nastri d’argento ha fatto egregiamente la sua parte. Fuori di Mario Martone è lo splendido ritratto di una delle più grandi scrittrici del ‘900, Goliarda Sapienza, interpretata da Valeria Golino.
All’attrice napoletana, che quest’anno sul grande schermo si è confrontata con Angelina Jolie nella scena forse più intensa di Maria, film sulla Callas, è andato il premio come migliore attrice protagonista, dopo aver dominato i David di Donatello col suo L’arte della gioia, tratto proprio dal capolavoro di Goliarda.
L’ANNO DI VALERIA GOLINO TRA DAVID DI DONATELLO E NASTRI D’ARGENTO
La Golino ormai spazia dalla recitazione alla regia, vincendo David per la sceneggiatura non originale della miniserie televisiva di Sky Atlantic e il Nastro insieme alle colleghe Matilda De Angelis ed Elodie.
Un trittico (quasi) perfetto sul grande schermo, che la giuria dei Nastri ha voluto premiare in blocco come non accadeva forse dal Festival di Berlino del 2003. Lì salomonicamente si riconobbe il talento di tutte e tre le attrici protagoniste di The Hours: Meryl Streep, Julianne Moore e Nicole Kidman, quest’ultima poi a vincere da sola l’Oscar per quell’opera successivamente.
EX AEQUO E POLEMICHE PER IL DOPPIO NASTRO A ELODIE E MATILDA DE ANGELIS IN FUORI

Un paragone che farebbe tremare i polsi alle colleghe italiane, dati i nomi dei pesi massimi della recitazione americana, ma che servirebbe forse a placare le polemiche per l’ex aequo di De Angelis ed Elodie come non protagoniste.
È indubbio che alla De Angelis, bravissima come sempre, sia toccato uno dei personaggi più complessi, scritti meglio e più intensi di Fuori, insieme a quello della Golino.
Per la cantante italiana – oggi anche attrice – il riconoscimento vale forse anche un po’ da sprone, da buon augurio dopo la prova interessante tre anni fa in Ti mangio il cuore. “Avrebbe potuto non ritirarlo”, ha denunciato la Presidente dei Nastri Laura Delli Colli dopo il battage mediatico e sui social.
L’OTTIMA REGIA DI MARIO MARTONE IN FUORI

Al netto di critiche, riflessioni e del rispetto per il lavoro attoriale, andrebbe sottolineata l’eccellente regia di Martone (sceneggiatore con Ippolita Di Majo), in splendida forma quando è alle prese con scrittori e intellettuali (Il giovane favoloso è rimasto nella memoria di tutti).
Sembra quasi di percepire il calore dell’estate romana assolata tra Piazza del Popolo e le periferie, e il disagio tra la cella e il cortile del carcere femminile in cui finisce Goliarda, colpevole di furto dei gioielli di un’amica, rivenduti al banco dei pegni (divertente la scena in cui due signore riconoscono in napoletano le collane trafugate).
IL RITRATTO DI UNA DONNA STRAORDINARIA
Partigiana, ex moglie del regista Citto Maselli e poi sposa di Angelo Pellegrino (interpretato da Corrado Fortuna), la Sapienza di Fuori ci restituisce, attraverso i palpiti, le ansie, gli sguardi della Golino, tutte le fragilità di una donna travagliata e afflitta dal suo genio. Il rapporto tribolato e “fluido” con Roberta (la De Angelis) in prigione e poi “fuori” vale l’intero biglietto della pellicola.
