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Sannazaro, la ripartenza secondo Lara Sansone

Renato Aiello

Sannazaro
Il Teatro Sannazaro riparte

Per il Teatro Sannazaro di Napoli il 2026 non è stato un anno difficile, tragico, ma letteralmente un annus horribilis, parafrasando la stessa espressione usata dalla regina Elisabetta II quando prese fuoco il Castello di Windsor nel 1992, evento ricordato anche nell’ultima stagione della serie tv The Crown un paio di anni fa.

Ma la resistenza e la resilienza sono termini femminili, così come la caparbietà e – soprattutto – la ripartenza. Quella che Lara Sansone, direttore artistico del Centro di Produzione Teatrale Tradizione e Turismo – Teatro Sannazaro di Napoli, ci ha raccontato poco prima che iniziasse la conferenza stampa di presentazione agli operatori dell’informazione della nuova stagione 2026/2027 presso la sala Italia del Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare a Fuorigrotta. Struttura che, insieme al TIN al centro storico (ribattezzato TINy per le dimensioni ridotte), ospiterà il nuovo cartellone della speranza per maestranze, registi, scenografi, costumisti, compagnie e attori.

Lara, ci racconti la rinascita del Sannazaro.

Sannazaro
Lara Sansone

“È una ripartenza che guarda avanti, ma che non dimentica quello che è accaduto. Per noi ripartire significa moltissimo, è salvifico, perché consente di ridare lavoro a quanti l’hanno perduto, e sono veramente tanti gli artisti e le maestranze che popolano la nostra famiglia teatrale”.

Ci dia i numeri per avere un’idea.

“200 maestranze, 33 spettacoli all’anno, si pensi che in ogni spettacolo ci sono più di 30 persone coinvolte. Sono quelle che vedete in scena, poi ci sono quelle dietro le quinte, ci sono i giovani, i laboratori, i progetti con le università. Sono numerose le forze lavoro di questa regione in cui proviamo a ridistribuire, come si suol dire, la ricchezza sul territorio. Un tipo di operazione culturale che ha proprio un senso in questa terra e in questa città, dove facciamo cultura teatrale”.

Con quale spettacolo si riaccenderanno le luci?

“Il primo spettacolo con cui abbiamo voluto inaugurare simbolicamente l’ingresso in questa nuova fase è il Cafè Chantant,e non poteva essere diversamente, perché il Cafè Chantant si è fermato il 17 febbraio 2026, giorno dell’incendio, e del Cafè Chantant abbiamo perduto tutto, a cominciare dai costumi. Con tutti i sacrifici del caso proveremo ad andare avanti”.

Alcune anticipazioni sul cartellone del Sannazaro 2026/2027?

Sannazaro
La festa di Montevergine
Lara Sansone

“Tanti artisti diversi per generazioni ma uniti dall’unico grande amore, tenace, per il teatro. La nostra fede alla tradizione popolare partenopea, il rispetto nei confronti del contemporaneo, la presenza di generazioni a confronto, la valorizzazione dei giovani artisti d’avanguardia e di quelli della scuola classica, tutti uniti nel segno della rinascita, non mancheranno”.

Qualche nome?

“Avremo Biagio Izzo, Carlo Buccirosso, Benedetto Casillo; c’è Leopoldo Mastelloni nel Masaniello con Sergio Assisi; ci sono Mario Gelardi, Francesco Saponaro; ritorna Stefano Amatucci con tutto lo staff di artisti popolari capitanato da Luisa Amatucci, ovvero Antonella Prisco e Gina Amarante di UPAS Un Posto al Sole, che è la mia seconda famiglia in qualche modo”.

A proposito di UPAS Un posto al sole, la sua Bice con quella vis comica è amatissima dal grande pubblico.

“Io sono solo un tassello di questo ingranaggio particolare ed è bellissimo essere in questo meccanismo. Facciamo tutti parte di quel segmento culturale chiamato commedia alle ore 20.50 dal lunedì al venerdì su RAI3 ogni settimana e sono onorata di recitare in questa istituzione televisiva a tutti gli effetti. Un tempo per andare in televisione dovevi aver fatto teatro perché con il palcoscenico sviluppi un’attitudine alla recitazione, all’improvvisazione, alla coerenza. Poi se si apprende anche il modus operandi televisivo, tanto meglio. Io sono lieta di essere parte di questa grande famiglia”.

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