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Il film “Il Regno Animale” apre “L’uomo e la bestia”

Renato Aiello

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Una delle creature del Regno animale

Non poteva esserci film migliore di The Animal Kingdom (Il regno animale) – regia di Thomas Cailley – ad inaugurare la rassegna cinematografica L’uomo e la bestia (titolo anche del nuovo progetto di film partecipato come fu OIDA), a cura della Marechiaro Film di Antonietta De Lillo. La kermesse è in programma dal 29 gennaio al 14 febbraio presso il Cineteatro La Perla di Napoli.

IL RAPPORTO UOMO ANIMALE

La cineasta e fotografa napoletana De Lillo partecipa a questa speciale antologia ferina con Il Signor Rotpeter, interpretato da Marina Confalone truccata come una scimmia, un’opera che si interrogava anni fa sul rapporto tra uomini e animali. Tema che Il regno animale porta agli estremi attraverso una storia di pura emozione, ambientata in un presente/futuro distopico dove gli esseri umani mutano in creature animalesche.

L’INIZIO CITA OTTO E MEZZO

Romain Duris e Paul Kircher, padre e figlio

L’incipit è folgorante: una citazione aggiornata di 8 e ½ di Fellini (regista italiano tanto amato dal cinema francese, oggi in ottimo stato di salute, come dimostra la smagliante pellicola The Substance della connazionale Fargeat).

Padre e figlio bloccati in auto nel traffico si trovano faccia a faccia con una delle creature, in fuga dall’ambulanza che è diretta verso un centro di trattamento.

Lo stesso in cui è trattenuta la madre di famiglia (mostrata solo attraverso un campo medio sfocato, un primissimo piano e i dettagli dei graffi sui muri della stanza).

LA MADRE MUTATA

Fix, l’amico volante di Emile nel bosco

Non è la sola in questo nucleo familiare ad essere toccata da ciò che sembra una malattia sconosciuta, un’epidemia diffusa a livello internazionale, ma non ancora al punto da dichiarare lo stato d’emergenza in Francia, come ricordiamo bene dai tempi della pandemia da covid-19.

Il figlio adolescente Emile, già alle prese coi cambiamenti fisici tipici dell’età e con tutti i turbamenti emotivi che il trasferimento in una nuova scuola implica, sviluppa accenni di peluria, dentatura e artigli da lupo.

PADRE E FIGLIO

Spetta a papà François, interpretato da un intenso Romain Duris, fare di tutto per non perdere anche il ragazzo, dopo l’evasione della madre e la definitiva trasformazione bestiale (emozionante l’incontro nei boschi tra mamma e figlio). O per lasciarlo andare, correre libero verso quella libertà che le creature, soprannominate anche bestiole dalla comunità locale non proprio tollerante, agognano in natura con le arrampicate sui tronchi e maldestre prove tecniche di volo tra alberi e corsi d’acqua (poesia visiva).

IL REGNO ANIMALE, DA CANNES 2023 AI CESAR 2024

Il giovane Emile nella palude

Le regne animal (titolo originale) fu presentato al Festival di Cannes nel 2023 (sezione Un certain regard), prima di approdare nelle sale italiane l’anno scorso (per quei pochi fortunati che sono riusciti a vederlo) e di vincere ben 5 César a settembre 2024, gli Oscar d’Oltralpe, tra cui il premio alla bella colonna sonora, composta dall’italiano De Simone.

Tra citazioni inevitabili della Mosca di Cronenberg e racconto di formazione, Il Regno Animale utilizza la fantascienza con tocchi horror e punte di thriller per raccontare le problematiche attuali: paura del diverso, xenofobia, razzismo, paranoie sociali); e avvince e convince dalla prima all’ultima inquadratura.

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