
Come se non bastassero gli incendi di Los Angeles dei mesi scorsi e le polemiche sui vecchi tweet razzisti e islamofobi di Karla Sofia Gascon (prima candidata trans, sconfitta), nonché sul passato blackface di Fernanda Torres, sugli Oscar 2025 è piovuta un’altra tegola nella notte del 2 marzo 2025.
E non poteva non essere legata all’attualità e al neo insediato presidente USA, tra l’altro “candidato” con l’interprete di The Donald in un film come migliore attore (Sebastian Stan di The apprentice, sconfitto da Adrien Brody di The Brutalist, secondo Oscar dopo Il pianista).
La fake news virale sul vaffa di Robert De Niro era sì indirizzato a Trump, ma risaliva al 2018 (tra l’altro con la scritta Tony Awards ben visibile sul palco). Per il resto tutto come da pronostico o quasi, con alcune piccole sovversioni e sorprese.

SORPRESE PER l’OSCAR ESTONE ALL’ANIMAZIONE E IL BRASILE COME MIGLIOR FILM STRANIERO
L’Oscar al miglior film d’animazione va alla Lettonia: Flow (cartone animato che era nella rassegna L’uomo e la bestia al cineteatro La Perla di Napoli il mese scorso) batte infatti i colossi Inside Out 2 e Il Robot Selvaggio, un piccolo Davide europeo contro i Golia Disney Pixar e Dreamworks.
Il Brasile invece si aggiudica la statuetta per il miglior film straniero con Io sono ancora qui di Walter Salles, superando Emilia Perez che, forte delle 13 nomination da record per una pellicola estera, avrebbe dovuto riportare zio Oscar in Francia dopo più di 30 anni in questa categoria.
DELUSIONE PER EMILIA PEREZ E DEMI MOORE, TRIONFA ANORA DI SEAN BAKER

Il regista Jaques Audiard deve accontentarsi di una modesta statuetta per la miglior canzone originale del suo musical e per il riconoscimento all’interprete Zoe Saldana (con marito italiano in sala): la miglior attrice non protagonista ha ricordato le sue origini da figlia di immigrati in tempi di deportazioni ed espulsioni negli Stati Uniti.
Emilia Perez si inchina davanti ad Anora di Sean Baker: miglior film, miglior regia, migliore sceneggiatura originale, miglior montaggio e migliore attrice protagonista Mikey Madison.
La quasi ventiseienne protagonista di Anora surclassa la favorita Demi Moore – forse impegnata in un ruolo troppo horror per l’Academy con The Substance che si accontenta di miglior make up e hairstyling – e la brasiliana Torres.
GLI ALTRI SCONFITTI AGLI OSCAR 2025

Niente da fare per Timothée Chalamet col suo Bob Dylan di A complete unknown (zero vittorie per il film di Mangold), delusione per Ralph Fiennes e per la nostra Isabella Rossellini (prima nomination in carriera) di Conclave (il film vince solo per la migliore sceneggiatura non originale, meritatamente).
MEMORIA, FANTASY E DOCUFILM SU GAZA
Fa piacere vedere Kieran Culkin premiato con l’Oscar da migliore non protagonista per A real pain, debutto registico di Jesse Eisenberg (candidato tra gli sceneggiatori): una performance agrodolce, spiazzante a tratti e sicuramente folgorante nell’unico film a tema Shoah (con molta leggerezza) di questa edizione. Il fantasy sul mago di Oz Wicked si porta a casa solo gli Oscar per scenografia e costumi, miglior documentario è No other land, opera sul conflitto israelo-palestinese (a gennaio scorso all’Astra di Napoli per Arcimovie – il cinema del reale).
